A palazzo Accorsi la mostra del regio pittore Cignaroli
TORINO C'è ancora pochissimo tempo, soltanto fino al 6 di gennaio, per visitare la mostra che palazzo Accorsi, in via Po 55 a Torino, ha dedicato ad Angelo Cignaroli, figlio del famoso paesaggista Vittorio Amedeo. È una mostra importante perché ad Angelo Cignaroli, regio pittore - come spiega Vittorio Natale, curatore della mostra - di paesaggi e boscarecce non è mai stata dedicata un'approfondita monografia, nonostante la sua riscoperta dati ormai il 1963. Chi era Cignaroli? «Cresciuto nella bottega del padre, Angelo - spiega sempre Natale - ereditò nel 1792 la carica di regio pittore. A differenza di Vittorio Amedeo, però, conosciuto soprattutto per paesaggi ideali dal gusto arcadico e classicheggiante, Angelo si specializzò nell'esecuzione di vedute dal vero di medie dimensioni di residenze reali e di città, di villaggi e siti appartenenti al Regno di Sardegna». Il percorso inizia nella bellissima galleria del museo delle arti decorative Accorsi-Ometto, che ospita una importante veduta del padre Vittorio Amedeo Cignaroli, ovviamente importante nella formazione del figlio. «Le due sale successive - prosegue Vittorio Natale - completamente dedicate ad Angelo Cignaroli, seguono un criterio di allestimento che osserva parametri tematici e topografici, privilegiando la qualità e la buona conservazione dei dipinti selezionati. Si avrà quindi una sezione dedicata alle "Delizie Reali" cioè alle residenze sabaude e un'altra dedicata alle "situazioni bellissime" cioè alle vedute di borghi e di città del regno di Sardegna, spesso sovrastate da residenze aristocratiche o da castelli, di santuari e di altri luoghi. Queste vedute, che diffondevano e imponevano una nuova immagine del territorio sottomesso ai Savoia, erano destinate ad ambienti aulici e di rappresentanza, ma non solo: esse potevano essere replicate innumerevoli volte, a livelli variabili di qualità, forse anche a beneficio di una clientela non aristocratica». Tele di importanza pittorica, ma anche storica, infatti «La produzione di Cignaroli - conclude Natale - è in grado oggi di restituirci l'aspetto di un territorio piemontese che veniva allora riscoperto attraverso le memorie di viaggiatori ed esploratori stranieri e la pubblicazione delle prime guide». Ingresso a 5 euro. Riccardo Frola