Liceo Newton, corsi di recupero e inglese a rischio nel 2013

di Mariateresa Bellomo wCHIVASSO Unire le forze per riuscire a smuovere le coscienze e l'opinione pubblica. Studenti, genitori e docenti insieme per fare sapere cosa proprio non va nella scuola e, in particolare, al liceo Newton, storica realtà cittadina. Un vero fiore all'occhiello questo, dove sono state tante le generazioni di chivassesi ad essersi diplomate. Ma, ora più che mai, quell'eccellenza rischia di essere dimezzata. A meno di non mobilitarsi e prendere delle contromisure. Solo per fare qualche esempio pratico nel 2013 potrebbero non esserci più le risorse economiche per organizzare i corsi di recupero di febbraio e luglio oltre a quelli per ottenere la certificazione del livello di conoscenza della lingua inglese (fondamentali questi perché poi richiesti all'università). E già si sa, invece, che nel prossimo anno scolastico il contributo di iscrizione aumenterà e passerà da 130 euro a 150 euro. Questa è solo la punta dell'iceberg, il resto si scoprirà (e si affronterà) strada facendo. Intanto dal Comitato di genitori del Newton una mamma, Monica Sappa, osserva: «Vorremmo mandare una lettera al ministro dell'istruzione per chiedergli che una parte dell'8 per mille sia dato alla scuola. Anche perché la coperta sta diventando sempre più corta e la si sta tirando da ogni parte. Tutto non si riuscirà mai a coprire. Intanto il prossimo anno scolastico il contributo di iscrizione aumenterà di 20 euro e ci dispiace, ma serviranno per cercare di mantenere in efficienza i laboratori, quelli di informatica, quello multimediale. Perché non ha senso far lavorare i ragazzi con strumenti obsoleti». Le fa eco uno degli studenti Carlo Debernardi che insieme ai docenti organizzò una protesta di piazza quando il ministro Profumo disertò la visita a Chivasso. E ora sottolinea: «Ci chiediamo come possa pensare uno Stato di non investire sulla scuola pubblica tenendo conto che è uno dei pilastri più importanti della nostra società. Abbiamo messo in piedi un giornalino per esprimere le nostre idee e cercare di informare il più possibile gli studenti su cosa sta capitando alla scuola. Tra l'altro quest'anno non faremo nemmeno più le gite perché sono stati tagliati i fondi con cui venivano erogati agli insegnanti i rimborsi per i pasti ed i trasferimenti». Carlo Fontana, docente di comunicazione multimediale, avverte: «Noi insegnanti dobbiamo fare uno sforzo enorme per fare ciò che dobbiamo avendo a disposizione poco. Per quanto riguarda la mia materia ho classi da 30 alunni, ma dovrebbero essere al massimo di 23. Mancano i soldi per acquistare le attrezzature necessarie, ma nonostante questo ci si impegna a fondo perché quanto insegnato vada oltre la pure e semplice alfabetizzazione informatica». Infine conclude Fontana: «In assenza di risorse economiche ed umane, i docenti cercano di sopperire a quanto manca. Ed è la passione per il mestiere che si fa a far fare di più pur sapendo che non si verrà retribuiti»