I profughi al Ritz fino a marzo
BANCHETTE Manca l'aspetto dell'ufficialità, ma nella sostanza l'ospitalità ai 90 profughi dell'hotel Ritz, trasformato dal giugno 2011 in un centro d'accoglienza temporanea per richiedenti asilo, continuerà fino al prossimo mese di marzo. «A cambiare – spiega Massimo Tornabene, direttore di Connecting people, il consorzio a cui è stata affidata la gestione dei profughi libici, - con la fine dell'emergenza nord Africa è la titolarità dell'emergenza, che ora è in carico alla prefetture. Noi saremo sempre responsabili dell'assistenza, ma tutte le decisioni verranno prese ed autorizzate dal prefetto. Dopo le proteste dello scorso novembre la situazione è tornata tranquilla. Per Capodanno abbiamo organizzato una festa invitando tutti i volontari che ci hanno aiutato nell'assistenza ai profughi, a cui nei prossimi giorni verrà consegnato il permesso di soggiorno della durata di un anno per ragioni umanitarie». Intanto, restano sul tavolo della prefettura le richieste avanzate dai profughi al termine della giornata di agitazione dello scorso novembre che erano poi state raccolte dai responsabili del consorzio e inoltrate al prefetto. Una lunga giornata in cui i profughi avevano manifestato disagio per la situazione di attesa e incertezza in cui sono costretti a vivere e avevano avanzato richieste precise. «Siamo in attesa di una risposta – sottolinea Tornabene – in merito ai cosiddetti titoli di viaggio. In pratica, un documento che avrebbe lo stesso valore del passaporto e che permetterebbe ai profughi di spostarsi attraverso l'Europa. Molti di loro infatti hanno parenti ed amici, chi in Germania, chi in Francia, chi in Inghilterra, E ci hanno manifestato la volontà di trasferirsi in quei Paesi dove potrebbero avere un'opportunità lavorativa. Più difficile da trovare in Italia nonostante i nostri sforzi per favorire un loro inserimento lavorativo in aziende del territorio dopo l'attivazione di una ventina di tirocini formativi. La seconda richiesta dei profughi riguardava la gestione del pocket money. Gestione che stiamo rivedendo con la concessione ai profughi di una carta bancaria ricaricabile. Il suo utilizzo sarà possibile solo con l'arrivo ufficiale del permesso di soggiorno umanitario». E dopo il 31 marzo? «Rispondere a questo interrogativo è più difficile - chiosa Tornabene -. Noi, come abbiamo anticipato il mese scorso, abbiamo un nostro progetto, che potrebbe interessare alcuni profughi. Quelli che si sono meglio integrati, che hanno partecipato a corsi di formazione». A criticare il modello di accoglienza dell'emergenza nord Africa erano stati i volontari di "Noi quelli del Ritz", che per i profughi ora chiedono l'utilizzazione di tutte le residue risorse verso attività di integrazione con le comunità locali per la ricerca di soluzioni dignitose ed efficaci. Che preveda anche un coinvolgimento reale dei Comuni nella definizione di modi concreti di accoglienza. Del resto anche l'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani, aveva chiesto al Governo lo stanziamento di risorse adeguate per il proseguimento dell'accoglienza nel 2013. A livello locale, intanto, desta perplessità il futuro dell'hotel Ritz oltre i profughi. Nelle scorse settimane, era stato presentato il progetto che vede l'hotel Ritz centro di iniziative per i migranti di vario genere, con la collaborazione del privato, come stanze per studenti. Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA