Le mille influenze pittoriche nella retrospettiva di Vedova
TORINO Alla galleria Mazzoleni, in piazza Solferino 2 a Torino, è allestita una retrospettiva del pittore Emilio Vedova. Una mosra certamente interessante da visitare in questo ultimo fine settimana dell'anno. È una delle tante proposte culturali che offre il capoluogo e non solo per tutti gli appassionati di pittura. «Sono figlio di Tintoretto - diceva lo stesso Emilio Vedova -, come sono figlio di Goya, di Daumier e del Picasso di Guernica; come di Dada Berlino». Cosa vuol dire questo pasticcio di influenze pittoriche? Secondo il critico Germano Celant, Emilio Vedova avrebbe coniugato i colori accesi veneziani, il rosso, il blu, con la rabbia e l'espressività della pittura contemporanea, dell'action painting. Avrebbe portato le influenze rabbiose dell'America sulla tela pur restando duramente ancorato al suolo europeo. Gesti disperati di furia contro il quadro, intelaiature che non seguono più la classica forma rettangolare: tele a forma di scaleni, poligoni irregolari, triangoli aguzzi montati su cerchi e tondi, sferzate di pennello, masse di materia colorata. E l'opera come resto, testimonianza di "una bestemmia". Bestemmia anzitutto politica, perché Vedova ha sempre sottolineato l'impegno politico diretto come strada obbligata del fare pittura. Vedova cercava di uscire fuori dalla fisicità del quadro dipingendo oltre la tela, in supporti che esorbitavano dal perimetro del quadro; così come tentava di uscire da una società che gli pareva ingiusta. Risultati? Sulla qualità pittorica potrà valutare l'osservatore attento e storicamente avveduto; sulla sostanza politica, però, possiamo dire che le aspirazioni di Vedova si legavano al tentativo un po' evanescente di riscattare una generica "umanità" da una altrettanto generica "alienazione" della tecnica. Basi assai sottili su cui erigere un reale e concreto cambiamento politico: la società contemporanea è molto più complessa da superare di quanto non lo sia la superficie di una tela. L'ingresso è libero. Tra le altre proposte per il week end culturale a Torino da segnalare l'iniziativa a Palazzo Madama fino al 6 gennaio: un percorso guidato per provare a utilizzare l'arte come momento di conoscenza di sè. Una serie di ritratti di epoche diverse introducono ai cambiamenti avvenuti nel mondo di rappresentare la figura umana tra Medioevo e Settecento. Riccardo Frola