Il Casino: «Noi collaboriamo con le forze dell'ordine»

SAINT-VINCENT La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Torino ha eseguito venerdì scorso sei provvedimenti coercitivi e patrimoniali per il reato di usura a carico di quattro cittadini di Saint-Vincent, Michele e Loris Bocco, Franco e Matteo Lencia, e di due torinesi, Angelo Cornaglia e Alessio Muzzi. Dal 2009, dopo la denuncia di una delle vittime, le fiamme gialle avrebbero raccolto le prove che i sei arrestati svolgevano fuori dal Casino di Saint-Vincent attività di "cambisti" di denaro a fronte di assegni maggiorati del 20%, con un giro contabilizzato di oltre 5milioni di euro: «Sono persone conosciute – commenta P. B. frequentatore del Casino -, stavano fuori dalla casa da gioco e chi aveva bisogno di denaro sapeva che c'erano loro». «Fanno le loro cose, vengono fermati e poi rispuntano – spiega Marco Cecchin, del consorzio turismo -, ma è una cosa che riguarda i dintorni del Casino. Noi che ci occupiamo di turismo, non consideriamo il giocatore un turista, sono fatti che non impediscono alle persone di godere a pieno delle nostre strutture». Il grande lavoro svolto dalla Guardi di Finanza è stato comunque determinante per fermare l'attività dei cambisti: «Non abbiamo dichiarazioni da fare – afferma l'Ufficio Stampa del Casino -, se non che noi collaboriamo a tempo pieno con le forze di polizia e non possiamo che essere contenti che queste persone siano state fermate e, soprattutto, non possano più venire in Valle d'Aosta». (ro.be.)