Chind, baruffa in Consiglio sul piano contro la crisi

CHIVASSO Tre ore di dati, prospettive e discussioni alla fine delle quali il consiglio comunale ha preso atto della situazione economico patrimoniale della Chind. I dati soni stati esposti da Chiara Casalino, presidente del consiglio di amministrazione della società partecipata che ha illustrato il lavoro svolto in questi sei mesi, da quando il Comune ha investito il cda del compito di provare a evitare la strada del fallimento e di prospettare una ristrutturazione della società. La Chind, nata negli anni Novanta con l'obiettivo di vendere i terreni dell'area industriale Pis, a nord della città, ha un'esposizione di circa 4 milioni e mezzo con le banche e un debito di un altro milione con i fornitori e la Regione. Una cifra notevole a cui fa da contraltare un patrimonio di circa 13 milioni e mezzo. In questi sei mesi il Cda ha cercato di avviare nuove trattative per la vendita dei terreni ad aziende eventualmente interessate a insediarsi e si è interfacciata con le banche per trovare una soluzione "in bonis" per il rientro del debito. Allo stato attuale sembra che un accordo sia stato trovato e ci sono possibilità per un consolidamento del debito in un debito a medio- termine, con un periodo di preammortamento e con l'iscrizione di un'ipoteca. In parole povere Chind potrebbe accendere una sorta di mutuo a 15 anni per pagare le banche e non essere costretta a percorrere la via fallimentare. Nel frattempo dovrebbe continuare a cercare nuovi acquirenti e a recuperare i crediti pregressi. Molti i dubbi e i quesiti espressi dai consiglieri, di minoranza, ma anche di maggioranza. Da un lato sono stati richiesti chiarimenti tecnici sui costi dell'operazione, dall'altro le questioni sono state relative anche alle scelte politiche e gestionali che hanno portato la società a un debito così alto. Non sono mancate ovviamente le polemiche. Marco Marocco del Movimento 5 stelle ritiene dannoso continuare sulla via intrapresa: «Come pensate di dare ancora lavoro costruendo capannoni? Non c'è mica la fila fuori. Si deve cambiare la missione della società e puntare sul recupero dei rifiuti». Il sindaco Libero Ciuffreda invece ha avuto parole molto dure nei confronti delle passate amministrazioni di Chind meno rigorose di quella guidata da Casalino e su provocazione di Adriano Pasteris ha elencato alcune delle mancanze del passato. «Credo che se proseguiremo nell'attività di Chind – ha argomentato Ciuffreda – verranno fuori delle responsabilità delle passate gestioni al limite del lecito. Per un'amministrazione credo che sia lecito gestire bene una società. Sino a pochi mesi fa Chind ha vissuto consapevolmente al di sopra delle proprie possibilità ma non si è mai posta il problema di ridurre i costi di gestione». (s.a.)