Aec, falliti tutti gli obiettivi ma il cda chiede i compensi

CASTELLAMONTE L'Aec è di nuovo al centro delle polemiche. I 51 Comuni che fanno parte della società nata per salvare l'Asa, saranno infatti chiamati ad esprimersi sui compensi del consiglio di amministrazione e c'è malumore tra diversi amministratori che a fronte del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati non hanno intenzione di versare ulteriori fondi in quella che lo stesso commissario Ambrosini ha definito più volte "una scatola vuota". La società era stata costituita all'inizio di agosto 2011 ed al vertice erano stati nominati i segretari comunali di Castellamonte, Cuorgnè e Rivarolo (poi sostituito da quello di Favria). I tre funzionari, che hanno proceduto alla stesura del piano industriale senza però riuscire ad accedere alle gare per l'affidamento del servizio, chiedono di percepire mille euro per ogni mese trascorso dal momento della costituzione, per una cifra che sfiora i 40mila euro. «La decisione spetta all'assemblea – spiega Aldo Maggio, presidente dell'Aec – e più che altro di tratta di un rimborso per le spese sostenute, telefonate ed altre attività necessarie alla costituzione della società. La NewCo era nata sotto una cattiva stella, non tutto può essere imputato a noi». (n.ag.)