Pronto soccorso, lavori finiti Ma i sindaci chiedono risposte

di Rita Cola w IVREA Dopo otto anni di cantiere, a febbraio aprirà il nuovo dipartimento di emergenza e urgenza dell'ospedale di Ivrea. I lavori sono in dirittura di arrivo e saranno consegnati il 21 gennaio. E appena aperto il nuovo pronto soccorso, cominceranno i lavori all'unità coronarica. Lo ha detto ieri il direttore generale dell'Asl/To4, Flavio Boraso, in occasione dell'assemblea dei sindaci dell'azienda sanitaria. Ma quella del pronto soccorso non è l'unica notizia emersa nell'incontro. Il direttore generale ha detto anche che, nell'ultimo trimestre, l'Asl/To4 ha raggiunto il pareggio di bilancio. «Quando abbiamo preso in mano le redini dell'azienda, nel maggio scorso, c'era un disavanzo di sedici milioni - ha detto - . Chiuderemo l'anno con un passivo di un milione di euro. E questo lo abbiamo fatto senza tagliare servizi, ma attraverso un'operazione di razionalizzazione, anche sul patrimonio, e un uso più efficiente degli spazi e del personale. Il pareggio di bilancio del terzo trimestre ci consentirà di assumere personale. Stiamo assumendo dei medici nei reparti critici, pronto soccorso e rianimazione e ci sarà il concorso per infermieri. Concorso al quale si sono già iscritti oltre 1.400 candidati. E ci tengo molto, a questo concorso per infermieri, perché è anche un modo per dare credibilità a un'azione della stessa Asl, che anni fa ha creduto in Scienze infermieristiche a Ivrea». Ma non è tutto rose e fiori. Anzi. La riorganizzazione della rete ospedaliera pesa molto, così come la razionalizzazione regionale della rete dell'emodinamica, che prevede lo spostamento del servizio da Ciriè, dove si trova oggi, a Ivrea. I sindaci, su questo, parlano chiaro e chiedono di essere coinvolti e avere informazioni precise e, soprattutto, sottolineano di rifiutare la «guerra tra territori e le contrapposizioni di campanile». Ma, soprattutto, chiedono di essere coinvolti adesso, nella fase progettuale, in un percorso di confronto dove sia possibile rappresentare le esigenze dei singoli territori. Territori con specificità particolari: molte zone montane, tantissimi Comuni piccoli e piccolissimi, età media della popolazione molto avanzata. «Non ci sono consultazioni sui territori - ha detto il sindaco Luigi Ricca - . Riceviamo informazioni, ma non c'è confronto. Non è questo il modo di procedere». Carlo Della Pepa, presidente dell'assemblea dei sindaci e primo cittadino di Ivrea, aggiunge: «I servizi vanno preservati, soprattutto se c'è pareggio di bilancio. Sono preoccupato per la questione dell'ostetricia (l'apertura postiticipata al 2014 per fare i lavori in chirurgia) e vedremo se il calendario viene rispettato». Altro tema, l'emodinamica: «Se l'assessore Monferino incontrasse la rappresentanza dei sindaci, gli andrebbe spiegato che, nel nostro territorio, servono almeno due emodinamiche». E Francesco Brizio, sindaco di Ciriè, ha osservato: «C'è difficoltà di confronto con la Regione. Quello che accade con l'emodinamica è grottesco: a Ciriè funziona bene e noi siamo contrari a privarci di un servizio così. Allo stesso tempo, non sosteniamo certo che Ivrea non debba avere il servizio, anzi. Ivrea, allo stesso tempo, non vuole certo il servizio a scapito di altre zone». Libero Ciuffreda è il sindaco di Chivasso. Nell'ospedale della sua città, l'emodinamica è stata acquistata, poi aperta e chiusa dall'inchiesta Sanitopoli nel giro di qualche settimana ed ora è scomparsa da tutti i piani: «C'è mancanza di informazioni totale con l'assessorato regionale. E questo non è accettabile nonostante l'ottimo lavoro della direzione generale». All'ospedale di Chivasso sono in corso lavori di ristrutturazione per 22 milioni di euro. Ciuffreda rilancia anche un altro tema: l'hospice di Foglizzo: «Ci sono dieci posti pronti, ma mai attivati. Perché?». E, nell'ambito della razionalizzazione e nel decidere i contenuti nei vari ospedali nell'ambito dei percorsi di cura per patologie (a Ivrea è stata istituita la Breast unit), candida Chivasso ad ospitare il centro di anatomia patologica per tutta l'Asl/To4. Ernestina Assalto è il sindaco di Lanzo, dove c'è l'ospedale che pagherà in maniera più pesante la razionalizzazione della rete. Il piano sanitario ne prevede la riconversione, la bozza oggi in discussione punta su un drastico ridimensionamento. Il tutto contro le comunità locali che hanno riunito i consigli comunali e sottoscritto un documento.