Giornata della memoria a scuola, ricordare e riflettere

la lettera Pubblichiamo questa breve riflessione del prof. Franco di Giorgi, diffusa nel liceo Gramsci come circolare informativa e condivisa anche dal presidente dell'Anpi di Ivrea su due tragedie che ultimamente hanno toccato il mondo della scuola. Tra meno di due mesi grazie a una legge del 2000 tutti quanti noi che viviamo all'interno del mondo della scuola saremo nuovamente invitati a ricordare: saremo cioè richiamati non solo a fare i conti e a prendere le distanze dagli errori compiuti nel passato dalle precedenti generazioni, ma saremo al contempo anche stimolati ad ammirare e a trarre esempio nel presente per il futuro dalle loro gesta eroiche; errori e gesta davvero indimenticabili la cui gravità ed esemplarità hanno obbligato i nostri legislatori a istituire più di una Giornata della Memoria. Ma questo ultra decennale, plurimo e periodico invito istituzionale alla rammemorazione non sembra essere ancora riuscito nel suo principale proposito educativo se la nostra coscienza, malgrado ciò, continua ancora a permanere in una stupefacente indifferenza auto-assolutoria e in fondo rassicurante, se non riesce a percepire quell'orrore che la sfiora e da cui volge prudentemente lo sguardo, se non riesce nemmeno ad avvertire un po' di dolore per Carmine Cerbera, precario di 48 anni, padre di due figlie, che si è suicidato all'inizio di novembre tagliandosi la carotide per l'impossibilità di veder riconosciuta la sua dignità di docente, se non riesce neppure a provare un po' di pietà verso quello studente quindicenne di un liceo scientifico di Roma che venerdì 23 novembre si è impiccato con la sua stessa sciarpa per sfuggire alle vessazioni dei suoi compagni e all'incomprensibile disattenzione della scuola che frequentava. Un minuto di silenzio in rispetto della loro vita spezzata serva dunque a scuotere la nostra coscienza intorpidita e a farla riflettere sul drammatico momento che oggi attraversa non soltanto la scuola ma il Paese tutto. Franco di Giorgi