Terrorizzavano gli studenti Rivarolo, tre giovani a processo
RIVAROLO I bulli che hanno terrorizzato gli studenti dell'Aldo Moro di Rivarolo sono finiti sotto processo. Sono comparsi ieri mattina davanti al giudice Marianna Tiseo del tribunale di Ivrea. Si tratta di Patric Di Carlo, 23 anni, difeso dall'avvocato Marina Spandre, Fabrizio Papa, 22 anni (avv. Filippo Amoroso), e Francesco Greco, 27 anni, (avv. Marco Stabile), tutti residenti a Rivarolo. I tre, secondo la tesi dell'accusa, avrebbero vessato gli studenti dell'istituto per un periodo compreso fra il gennaio e l'aprile del 2008. I reati che gli vengono contestati sono quelli di molestie e violenza privata. Gli episodi singoli ai danni degli studenti sono veramente tanti e di diversa gravità. Si va dagli insulti e gli spintoni, alla sottrazione di motorini e al lancio di sassi, insomma una vera escalation di atti vessatori tipici dei bulli, tanto che dopo diversi mesi di soprusi gli studenti stessi, ovvero le vittime, avevano trovato il coraggio di denunciarli rivolgendosi ai carabinieri. Gli investigatori avevano avviato le indagini, monitorando meticolosamente quello che avveniva dentro e fuori l'istituto Moro. Ieri in aula sono sfilati due degli studenti vittime di questi soprusi. Il primo ha raccontato che nel maggio di cinque anni fa, i tre lo avevano preso di mira. Un giorno lo avevano aspettato all'uscita di scuola, minacciandolo e spintonandolo. Poi, pochi giorni dopo questo episodio, erano andati a cercarlo fin dentro l'istituto e, come lui stesso ha raccontato ai giudici, era stato solo grazie all'intervento di un professore che li aveva allontanati che non aveva subito ulteriori angherie. Ma la tranquillità era durata ben poco. Perché lo stesso giorno, gli imputati lo avevano atteso alla fermata dell'autobus afferrandolo per un braccio e cercando di farlo scendere a forza dal mezzo. La successiva testimone ha, invece, raccontato dei pesanti e volgari apprezzamenti che i tre le avrebbero fatto all'uscita dalla scuola e di un episodio in cui la banda avrebbe gettato dei sassi contro i vetri dell'istituto. L'udienza è stata, infine, aggiornata al 10 gennaio quando saranno ascoltati altri studenti anche loro presunte vittime dei tre. Tra i diversi episodi raccontati dagli studenti ai carabinieri c'è anche quello dei motorini. I tre avrebbero preteso di poter utilizzare al loro piacimento gli scooter per poter girare liberamente per Rivarolo. Secondo i legali degli imputati, gli avvocati Stabile e Amoroso, nel corso del processo non sono ancora state individuate precise e singole responsabilità. I testimoni, pur raccontando i fatti con dovizia di particolari, si sarebbero sempre riferiti agli imputati esprimendo un concetto di gruppo e non distinguendo responsabilità individuali. Valerio Grosso ©RIPRODUZIONE RISERVATA