Ferita da un colpo di fucile Yin tornerà a camminare
CHIESANUOVA La piccola Yin, un anno appena, tornerà a camminare. La micia era stata colpita dal proiettile di una carabina che le aveva distrutto la zampa anteriore e l'omero. A salvarla sono stati l'amore della sua padrona e l'affetto di decine di persone che hanno deciso di contribuire spontaneamente ai costi della delicata operazione che ha permesso di non sopprimere l'animale. La vicenda inizia quasi un mese fa, quando Marta non vede più tornare la sua Yin. La gatta tigrata, che insieme alla sorella Yan l'aveva accompagnata in più di un trasloco tra Torino e Chiesanuova, non si era più presentata per la pappa. «Subito pensavo avesse incontrato una volpe o un cinghiale – spiega la ragazza – ma mai avrei pensato di trovarmela così e che stesse male per colpa dell'uomo». Per sette giorni la micia traumatizzata vaga ferita per i boschi e raccogliendo le sue ultime forze una mattina si presenta davanti alla porta di casa. «Aveva la zampa a penzoloni, gonfia ed era al limite delle sue forze. Quando il veterinario mi ha fatto vedere il foro del proiettile non volevo crederci anche perchè l'episodio è successo in paese, dove vivono decine di animali». Yin, forse scambiata per un coniglio o vittima del gioco disumano di qualche bullo, viene colpita all'attaccatura dell'articolazione, accanto alla spalla. Il proiettile ha perforato l'osso ed i tessuti, ed in questo caso ogni tentativo di amputazione diventa impossibile. L'unica soluzione è un delicato e costosissimo intervento di osteosintesi. Il veterinario avrebbe inserito dei ferri per ricostruire l'osso della zampa e la parte lesionata, in sostanza. Un'operazione che da sola Marta non avrebbe mai potuto permettersi. Per questo ha voluto coinvolgere i suoi amici ed in una decina di giorni si è potuto raggiungere la cifra necessaria per operare la gatta. «Quando ho dato l'assenso per l'intervento non sapevo nemmeno dove avrei trovato i soldi, ed invece alla fine tutto è andato per il meglio - osserva la proprietaria della micetta - . Non so davvero come ringraziare quanti ci hanno voluto aiutare. Ora abbiamo iniziato una convalescenza difficile e stiamo continuando con le medicine, ma almeno Yin è salva. Se un giorno potrà tornare a camminare lo deve alla straordinaria generosità di chi ha dimostato sensibilità, trasporto, calore umano. Grazie ancora, dal più profondo del cuore». Nilima Agnese ©RIPRODUZIONE RISERVATA