«Progetto cambiato Stop ai permessi»

di Rita Cola wALBIANO «Cambiamenti radicali dopo quattordici anni di annunci dovrebbero ormai far nascere dubbi nelle amministrazioni e nei cittadini». Il nuovo corso di Mediapolis con l'amministratore delegato Alfredo Villa, con la volontà di andare al sodo modificando tutti i contenuti industriali del progetto e il nome del parco a tema, non convince le associazioni ambientaliste. Anzi. «È chiaro - rilanciano Fai, Italia nostra, Legambiente, Pro Natura e Wwf - che quel progetto non si realizzerà più: i tempi sono cambiati e anche gli strumenti di pianificazione e davvero Mediapolis pensa di convincere cambiando il nome?». Gli ambientalisti ricordano il punto chiave dell'accordo di programma, quello che, tra l'altro, il Fai aveva formalmente chiesto alla Regione di dichiarare decaduto non essendo state rispettate alcune condizioni. «La condizione primaria dell'accordo di programma - osservano - è l'unitarietà del progetto e l'impossibilità di realizzare edifici alberghieri e commerciali del progetto e l'impossibilità di realizzare edifici alberghieri e commerciali se non a servizio del parco a tema. E poi c'è la seconda condizione, assolutamente necessaria: il pubblico interesse dell'intera operazione, senza la quale i terreni sono inedificabili in base al vincolo idrogeologico». Proprio sull'interesse pubblico dell'operazione si era consumata, negli anni scorsi, una parte consistente della battaglia legale promossa dagli ambientalisti nei confronti della società e della Regione, che, in disaccordo con la commissione urbanistica, aveva modificato la norma consentendo la possibilità di realizzare il progetto. Sia il Tar che il Consiglio di stato avevano dato torto alle associazioni ambientaliste, riconoscendo a Mediapolis l'interesse pubblico anche sulla base del suo inserimento nel Patto territoriale, del quale rappresentava il progetto più grande. Per gli ambientalisti si è a un momento cruciale: «La questione non si risolve rinunciando ai finanziamenti pubblici: cambiando il progetto cadono automaticamente tutte le autorizzazioni ottenute, a partire dalla edificabilità dei suoli e si rende vana l'intera procedura svolta di valutazione di impatto ambientale». Per gli ambientalisti, le certezze ci sono già: «Evidentemente, però, sono scomode. Il nuovo Piano territoriale di coordinamento della Provincia è molto chiaro e, soprattutto, molto restrittivo sul consumo di suolo». Intanto, la nuova squadra di Mediapolis va avanti con una serie di incontri tecnici in Regione con il progettista incaricato, l'architetto Christian Fenouil. L'ultimo proprio l'altro giorno, dove ha partecipato anche il sindaco di Albiano Gildo Marcelli. L'obiettivo, per la società, è arrivare a sbloccare l'iter e sottoscrivere la convenzione per poter cominciare i lavori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA