Uccisa con un macabro rituale, corpo scoperto per caso
MILANO Un omicidio efferato, un rituale sadico, forse con uno sfondo sessuale. Tutto scoperto per caso. La polizia arresta un rapinatore, Vincenzo Francesco Vergata, ha appena rapinato un supermercato armato di un cacciavite. Bottino 380 euro. Ha piccoli precedenti penali per droga e resistenza pubblico ufficiale, è tossicodipendente, in cura al Sert di Milano. Il rapinatore ha in tasca un mazzo di chiavi e una bolletta con un indirizzo diverso da quello indicato sulla carta d'identità. Gli agenti vanno con lui a casa per una perquisizione di routine, ma quello che si trovano davanti è uno spettacolo agghiacciante. In cucina c'è il cadavere di una donna di colore, riversa sul pavimento a pancia in giù con le mani legate dietro la schiena, una corda sul collo e tre sacchetti di plastica sulla testa. Il corpo è completamente nudo, con alcuni pezzi di stoffa che coprono alcune zone del corpo, tra cui le natiche. La vittima è con tutta probabilità una badante capoverdina in Italia ormai da 20 anni, con regolare permesso di soggiorno. Si chiamava Lourenca Adelaide Lima, aveva 40 anni. Sulla sua identità non dovrebbero esserci dubbi (in casa sono stati recuperati suoi effetti personali), ma gli inquirenti preferiscono gli esiti del dna per dare la conferma. Nello stesso appartamento c'erano anche le valige della donna. Probabilmente Valerio Francesco Vergata le aveva offerto ospitalità. Alcuni vicini hanno riferito di aver visto una donna di colore in casa almeno dal 19 novembre. Sempre i vicini hanno raccontato di aver sentito forti rumori la notte del 20, tempo compatibile con l'orario della morte della vittima. Gli inquirenti stanno intando valutando se fermare l'uomo anche per omicidio. Il 56enne originario della provincia di Catanzaro ma residente da molti anni a Milano, è comunque già in stato di arresto per la rapina di mercoledì al supermercato. Nella sua abitazione la polizia ha trovato un biglietto aereo per Istanbul, datato 27 novembre. L'uomo risulta separato e in passato ha gestito un bar assieme alla madre. Poi però l'attività ha chiuso e per Vergata sono cominciati i guai con la giustizia: dal 2003 al 2007, infatti, risultano precedenti per droga. Il Sert ha anche riferito che il 56enne assumeva metadone.