Al liceo Gramsci spazio per crescere e informarsi insieme

IVREA Nato nel 2008 come luogo di incontro e di organizzazione dei movimenti di protesta contro la riforma Gelmini, lo Spes è l'esecutivo studentesco del liceo Gramsci. Si tratta di un gruppo di ragazzi che da allora si riuniscono tutte le settimane per informarsi, confrontarsi e, soprattutto, attivarsi nel mondo che li circonda. Lorenza Della Pepa, una delle ragazze impegnate, racconta: «Ho deciso di entrare nell'esecutivo durante il mio terzo anno di liceo, quando, sentendomi cresciuta rispetto agli anni precedenti, ho voluto fare veramente parte della scuola, non solo come luogo in cui si seguono le lezioni. Mi sono resa conto che, essendo uno dei posti in cui trascorro gran parte delle mie giornate, volevo che diventasse per me anche una scuola di vita, dove confrontarmi con i compagni su temi importanti». Spesso i giovani appaiono agli adulti come una massa disinteressata e poco impegnata, attiva solo nel momento in cui si diverte in discoteca o esce con gli amici. Evidentemente, però, questi ragazzi sono la dimostrazione che esiste anche la voglia di capire e di cambiare ciò che non va. Irene Gallina, una delle ragazze attive da più tempo, afferma: «L'esecutivo è un luogo in cui crescere. E, se la scuola è una società in piccolo, lo Spes è ciò che mantiene attive la democrazia e la partecipazione». Ogni mese viene scelto a votazione un tema su cui i ragazzi si formeranno. Durante lo scorso anno, i ragazzi hanno portato avanti, insieme alla cooperativa Mary Poppins e al Comune, un progetto di integrazione nei confronti dei rifugiati politici, organizzando laboratori musicali, artistici e informatici. Ingrid Vigna lancia a tutti gli studenti del Gramsci un caloroso invito: «Entrare a fare parte dello Spes è semplice e non comporta nessun impegno, nel senso che ognuno è libero di venire quando vuole, anche solo una volta per scoprire di cosa si tratta. È necessario essere disposti ad ascoltare gli altri e a mettersi in gioco, con la voglia di maturare ma anche e soprattutto di divertirsi, per una volta in maniera costruttiva». Nathalie Vigna