Sparatoria con la polizia: colpito giovane rom I parenti del ragazzo: «Ucciso come un cane»

NAPOLI Aveva 21 anni ed era padre di 3 figli Andrea Adzovic, il rom rimasto ucciso in una sparatoria con la polizia stradale avvenuta ieri mattina verso le 5 sull'Asse Mediano, nei pressi di Giugliano (Napoli). Nella zona erano in corso controlli dopo una serie di rapine avvenute nei giorni scorsi. La Opel Kadett sulla quale viaggiava il nomade insieme ad altre 2 o 3 persome, secondo quanto riferito dalla Polizia, viaggiava a forte velocità e non si è fermata all'alt speronando due auto della polizia, investendo un agente che è rimasto ferito insieme ad altri quattro colleghi. Il più grave dei poliziotti ha riportato una forte contusione all' anca ed è ricoverato per accertamenti. Gli agenti hanno sparato verso l'auto, i cui occupanti avrebbero risposto al fuoco. Poco più tardi all' ospedale «San Giuliano» di Giugliano, Adzovic, gravemente ferito, sarebbe stato abbandonato dai complici al pronto soccorso. E' morto poco dopo. Successivamente alcune decine di rom si sono recati all' ospedale dove le forze dell' ordine hanno fatto affluire rinforzi. Ora l'Opera Nomadi chiede che l'inchiesta sulla tragedia «non abbia pregiudizi anche se la vittima era pregiudicato». Il giovane, secondo la polizia stradale, potrebbe aver partecipato insieme ai tre complici a una rapina avvenuta all'alba ad un distributore di benzina a Puglianello (Benevento). «È morto come un cane. Bisognava per forza usare le armi? - ha dichiarato lo zio - Se mio nipote aveva commesso dei reati era giusto bloccarlo, portarlo in carcere e punirlo ma perchè è stato fatto fuoco?».