Aveva targhe d'auto e bancomat rubati Condannato a 3 anni
di Vincenzo Iorio wIVREA Carte di circolazione, certificati di proprietà, targhe e carte bancomat, tutto materiale provento di furti. I carabinieri li avevano trovati nell'abitazione di Strambino di Massimo Angelino, 42 anni, originario di Biella, che non aveva saputo dare una spiegazione plausibile sul perché detenesse quel materiale e chi glielo aveva consegnato. L'altro ieri, l'uomo, di professione commerciante, è stato condannato dal tribunale di Ivrea (in composizione collegiale, presidente Carlo Maria Garbellotto) a tre anni di reclusione e tremila euro di multa. Difeso dall'avvocato Patrizia Mussano, Angelino era accusato di riciclaggio, reato derubricato poi in ricettazione. È l'ottobre del 2008, quando gli investigatori fanno visita all'imputato. Nella sua abitazione (all'epoca dei fatti a Strambino) viene trovata una carta bancomat della banca Unicredit, proveniente da un furto commesso prima che la carta, spedita per posta, giungesse all'intestatario. Non solo. Angelino risulta in possesso di una carta di circolazione appartenente a un blocco di carte rubate, in bianco, alla motorizzazione di Napoli nell'ottobre 2000. Ancora, un certificato di proprietà anche esso originariamente inserito in un blocco di documenti rubati in un'agenzia di pratiche auto di Milano nel giugno del 2008. Gli investigatori avevano accertato che sia sulla carta di circolazione che sul certificato di proprietà, Angelino aveva riportati i dati di un'autovettura Audi A4, veicolo risultato essere stato demolito. Lo stesso giochetto era stato fatto su una carta di circolazione rubata alla motorizzazione civile di Pisa e su un certificato di proprietà rubato all'Aci di Vicenza. Il tutto, secondo gli inquirenti, serviva a riportare su questi documenti i dati di una Peugeot che lo stesso Angelino aveva portato all'estero, in modo da servirsene a corredo di un altro veicolo di provenienza delittuosa ostacolando l'identificazione della sua provenienza. Massimo Angelino era stato trovato anche in possesso di una targa e una carta di circolazione di una Opel Vectra, auto rubata nel gennaio 2004. Dalle autovetture alle carte d'identità. Secondo gli inquirenti, l'imputato, in concorso con altre persone che non sono mai state identificate, aveva utilizzato una carta rilasciata dal Comune di Torino incollando nella parte dell'intestatario dati di versi da quest'ultimo. In questo modo, aveva ottenuto una fotocopia del documento d'identità, utilizzata poi per cancellare dal Pra di Biella una Ford Focus esportata in Polonia. «La pena è eccessiva, non c'erano gli elementi per una condanna - è il commento dell'avvocato difensore, Patrizia Mussano -. Ricorreremo in appello». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA