Appartamenti e garage nell'ex casa Falchetti
CALUSO L'ex casa Falchetti, nella centrale via Vittorio Veneto a Caluso, acquistata l'anno scorso all'asta per 89mila euro (il terreno circostante era stato venduto a parte per 100mila euro), diventerà un elegante centro residenziale con 3 appartamenti e 4 garage. A comprarla il geometra Ugo De Maria, titolare dell'omonimo mobilificio di famiglia, che ha presentato il progetto appena approvato dall'ufficio tecnico del Comune e, privo di vincoli, da parte della Soprintendenza ai beni architettonici del Piemonte. Anzi i lavori sono pronti a partire per la fine di questo mese. «La casa dei celebri pittori calusiesi Giuseppe ed Alberto Falchetti, (padre e figlio) – spiega De Maria – sarà oggetto di un complesso intervento di ristrutturazione che non ne snaturerà la storia. Anzi il progetto punta ad un recupero delle volte caratteristiche dell'abitazione, alcune delle quali affrescate da Giuseppe Falchetti con le sue famose nature morte. Nessuna speculazione quindi come qualcuno pensava, altrimenti avrei raso tutto al suolo, ma un intervento di recupero teso alla conservazione di un importante patrimonio architettonico ed artistico di Caluso. Inoltre per quanto mi riguarda si tratta anche di un lavoro di integrazione tra l'architettura ed il design degli interni di cui mi occupo in particolare». Casa Falchetti insieme a Casa Merlo erano due proprietà immobiliari dell'ex Ipab (ente vecchi e poveri), poi passati al Comune con lo scioglimento dell'ente. Il Comune successivamente li aveva alienati, messi all'asta e venduti a privati per contribuire al finanziamento del secondo lotto della scuola media. Invece dei due ex inquilini di casa Falchetti si occupa ormai da molti anni il Ciss-Ac di Caluso. Si tratta infatti di due persone indigenti (sono fratello e sorella) e con problemi di disagio psicologico che non potevano certo essere sfrattati senza trovare loro una sistemazione. Subito dopo la vendita di casa Falchetti il Cissac si era fatto carico degli oneri relativi al contratto di locazione, ospitando i due fratelli in un appartamento in affitto in attesa dell'assegnazione di un alloggio di edilizia popolare. Casa Merlo invece ospitava il Sert che era stato trasferito nel poliambulatorio di via Roma. Il denaro ricavato dalla vendita dei beni, più di 500 mila euro, era finito quindi nelle casse del Comune che l'aveva subito destinato, al finanziamento per i lavori del secondo lotto della scuola media. (l.m.).