Domani si saprà chi potrà rilevare Asa

di Mauro Michelotti wCASTELLAMONTE Giorni cruciali per Asa e i suoi dipendenti. Domani, sabato 3, si saprà quale delle due società che hanno presentato offerte (in realtà sono tre: la Teknoservice di Piossasco e, congiuntamente, la Eder Ambiente di Borgo Vercelli e la San Germano di Pianezza) si sarà aggiudicata il bando per l'acquisizione di Asa Servizi. E lunedì 5, alle 10, in tribunale ad Ivrea si dovrà decidere se, visto il buon esito della gara, si potrà procedere con la proroga del fallimento, come presumibilmente chiederà il commissario Stefano Ambrosini . Giorni cruciali, dunque, e cresce anche l'ansia tra gli stessi dipendenti che dopo tante battaglie ora dovranno affrontare l'ennesima, legata al problema di chi rientrando nei piani della nuova società potrà continuare a lavorare e chi, invece, sarà costretto a stare alla finestra nella speranza di essere ricollocato. Si tratta di 74 addetti alla raccolta rifiuti e di 38 impiegati nel settore energia visto che l'unica offerta pervenuta relativa all'acquisizione di questo ramo d'azienda, presentata dalla Platinum Invest Group di Valencia, risultando incompleta (non c'era, in sostanza, la sostenibilità economica) è stata accantonata. «La grande incognita - confida Roberto Falletti, uomo simbolo delle clamorose proteste dei lavoratori Asa - , è il criterio di scelta dei 123 che rimarranno. L'assessore regionale Claudia Porchietto, al tavolo di lavoro, ha chiesto esplicitamente di "non dar vita ad un'Asa 2", ma il problema è che gran parte di chi in Asa ci lavora lo fa grazie ai buoni uffici di tanti sindaci e amministratori. Dai quali finirà per tornare se sarà lasciato a casa. In un territorio come il nostro, 112 persone che dopo Natale non riceveranno più lo stipendio mi chiedo che cosa faranno. I contratti di solidarietà a 600, 700 euro il mese sono meglio di niente ma anche chi li percepisse, magari con famiglia a carico, come potrà sopravvivere? In questo contesto, il sindacato ha ed avrà sempre di più un ruolo fondamentale. È un dovere di tutti trovare una sistemazione per le categorie protette». Proprio sul fronte dei criteri di scelta di chi potrà restare c'è da registrare il vivace scambio di idee tra lo stesso assessore Porchietto e Stefano Esposito, parlamentare del Partito Democratico. «Ciò che ho inteso segnalare - ribadisce Esposito nel suo profilo Facebook, in risposta ad una lettera dell'assessore - , è che i criteri di scelta del personale da trasferire nel nuovo soggetto siano certi e trasparenti. Detto più semplicemente, che siano quelli previsti dalla legge sui licenziamenti collettivi, anzianità, carichi di famiglia, esigenze produttive. Chiedo che questa legge sia rispettata. Per abbassare la tensione sono necessari gesti e scelte limpide, non liste di lavoratori che circolano senza controllo». «Troppi hanno illuso i lavoratori ed utilizzato Asa, anche esponenti del mio partito - osserva, ancora, Esposito - . Io credo che se si vuole un nuovo inizio sia necessario abbandonare le pratiche consociative e clientelari che hanno prodotto quello che oggi abbiamo sotto i nostri occhi». All'assessore Porchietto, l'esponente dei democratici chiede, in sostanza, di esercitare un ruolo di controllo. Lo farà, mettendo, intanto, a disposizione sedi e tecnici per salvaguardare questa trasparenza. Ce n'è bisogno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA