Gli stranieri oltre i 5 milioni ma la loro crescita rallenta
ROMA Hanno «sfondato» quota 5 milioni ma in un anno sono aumentati di appena 43 mila unità. Una metà lavora, ma la crisi li colpisce duramente: hanno perso più posti di lavoro e vedono aumentare il numero dei disoccupati più dei loro colleghi italiani. Molti, scaduto il permesso di soggiorno e rimasti senza lavoro, sono dovuti tornare a casa. Al contempo però aumentano i permessi di soggiorno di lungo periodo. È questo il pianeta immigrati che emerge dal Dossier statistico Caritas-Migrantes 2012, e che fa dire al ministro Andrea Riccardi che ormai «c'è di fatto una stabilizzazione di cui dobbiamo prendere coscienza e una cultura pubblica deve evolversi di conseguenza». E proprio dal presidente della Fondazione Migrantes, mons. Paolo Schiavon, è giunta la raccomandazione ai decisori pubblici di promuovere una politica più efficace, semplificando la normativa e stabilizzando il soggiorno. A fine 2011 gli stranieri regolarmente presenti in Italia erano 5 milioni e 11 mila. Un milione e 300 mila i comunitari. La religione prevalente è quella cristiana, e in particolare ortodossa. La maggior parte (63,4%) risiede al Nord (il 23,5% nella sola Lombardia), il 23,8% al Centro e solo il 12,8% al Sud.