Il 40% dei voti grillini vengono dalla sinistra
ROMA Il 40 per cento degli elettori del Movimento 5 Stelle in Sicilia in precedenza aveva votato lo schieramento di centrosinistra. Invece, la parte maggiore degli astenuti proviene da ex elettori del Pdl. È quanto emerge da un'analisi del voto siciliano da parte dell'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Secondo il direttore dell'istituto, Roberto Weber, «se il Movimento di Grillo si attesta al 14,90 percento in Sicilia, in prospettiva, su base nazionale, può andare anche oltre il 22 per cento delle nostre ultime rilevazioni. Il Movimento 5 Stelle potrebbe diventare primo partito in Italia». Queste i flussi rilevati dall'analisi del voto. Il Ms5 prende il 40% dei suoi consensi dal centrosinistra, il 35% da chi si era astenuto in passato, il 25% dal centro-destra. Nel partitone degli astenuti è invece confluito il 37% di ex Pdl, il 27% di ex Pd, il 17% dell'Udc. I dati del campione intervistato dalla Swg sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e comune di residenza. Anche i ricercatori dell'Istituto Cattaneo di Bologna hanno elaborato una prima analisi sul voto in Sicilia. Con un primo risultato: l'astensionismo ha vinto e ha battuto tutti. Chi più chi meno, eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle, tutte le forze politiche sono state penalizzate dalla disaffezione dei siciliani. Il dato, secondo lo staff di ricercatori coordinato dal professor Piergiorgio Corbetta, non è tanto visibile analizzando i voti in percentuale, quanto prendendo in esame i voti validi, facendo un parallelo fra le regionali del 2008 e quelle di domenica. Il Pd, ad esempio, è passato da 505mila voti del 2008 a 257mila con un quasi dimezzamento dei consensi. Va addirittura oltre il dimezzamento l'area della sinistra radicale. Nell'area della sinistra l'unico partito che ha guadagnato è stato l'Idv, con 18mila voti in più: una magra consolazione, visto che i dipietristi non sono entrati nell'Ars, nonostante le aspettative dopo l'elezione di Leoluca Orlando a sindaco di Palermo. Il collasso maggiore, tuttavia, lo ha avuto il Pdl, che ha perso quasi tre quarti del proprio elettorato passando da 900mila voti, a circa 247mila. L'unica lista che cresce è il Movimento 5 Stelle: nel 2008 la lista Amici di Beppe Grillo che non andò oltre i 46mila voti, che domenica sono diventati 285mila