Città metropolitana, riuniti i sindaci

IVREA Città metropolitana, trecento sindaci convocati dal presidente della Provincia Antonio Saitta e dal sindaco di Torino Piero Fassino per parlare della nuova realtà che sostituirà la Provincia di Torino. Si sono ritrovati venerdì all'auditorium di corso Inghilterra per parlare dell'iter di realizzazione della città metropolitana che dovrebbe prendere corpo già nel 2013. L'incontro ha stabilito quali saranno i procedimenti e le realtà che si occuperanno della transizione verso il nuovo ente di area vasta. Eppure fin da queste prime battute sono emerse le principali preoccupazioni da parte di un territorio per lo più spaventato di perdere ulteriore rappresentatività a favore del capoluogo e dei grandi comuni della prima cintura. Una preoccupazione manifestata non solo dai piccoli Comuni, in particolare quelli della montagna, ma anche da centri periferici di una certa importanza come Pinerolo. Uno dei motivi alla base di questo pensiero sta nell'organo dirigente della città metropolitana, il consiglio composto da appena dodici membri e presieduto dal presidente della città che potrebbe essere lo stesso sindaco di Torino. L'elezione di questi dodici, infine, avverrebbe non direttamente dagli elettori, bensì dagli amministratori locali, ovvero un elezione di secondo grado che piace a pochi. A concretizzare molti di questi argomenti è stato il sindaco di Bollengo, Luigi Ricca: «Ho voluto sottolineare l'importanza che nel nuovo organismo non si perdano le rappresentanze dell'intero territorio provinciale. Dodici consiglieri sono pochi. È importante che chiunque si trovi a gestire questa città metropolitana non perda di vista le particolarità locali. Al contempo ho chiesto che le esperienze positive esistenti oggi, come la gestione dei rifiuti in alcune zone della Provincia, non vengano sprecate ma anzi siano tutelate contro una gestione centralizzata, diffusa ma magari meno efficace e più costosa». Intervenuto anche il sindaco di Busano, Gianbattistino Chiono: «Non ho capito molto di quello che si vuole proporre con questo nuovo ente mi chiedo però se sia davvero utile una nuova realtà. In fondo se la Provincia funziona ed ha trovato, negli anni, il giusto equilibrio, perché sopprimerla?».