Cortese, Uil: «Sì ai lavori del reparto di chirurgia»

IVREA «Se il reparto di ostetricia di Ivrea dovrà rinviare la propria apertura di un anno e mezzo per consentire la ristrutturazione della chirurgia, che ne ha davvero bisogno, lo capisco. E non sono contrario». Luca Cortese, segretario Uil del Canavese premette che dirà delle cose anche un po' scomode. E comincia: «Con i tempi che corrono, mi pare improbabile che presto ci possa essere l'ospedale del Canavese. E quindi, in questo territorio, sul fronte dell'edilizia sanitaria, gli spazi sono quelli dell'ospedale di Ivrea. Il reparto di chirurgia ha sessant'anni. Non è solo una questione di decoro per i pazienti, sacrosanto, ma anche della possibilità di recupare efficienza in spazi adeguati. Abbiamo, nonostante i tempi e dei bilanci in rosso, una direzione che riesce a reperire un milione e 600 mila euro per fare i lavori. E allora facciamoli. Chiediamo, però, un impegno per tempi certi. Spiace che si siano persone che adombrano soluzioni diverse quando si capisce benissimo che non ce ne sono». E sottolinea: «Comprendo che questo possa comportare disagi per i lavoratori che sono stati trasferiti a Cuorgnè, ma voglio dire che, proprio grazie al sindacato, questi sono stati tutelati con un buon accordo che consente loro di considerare il tempo di trasferimento come tempo di lavoro e con una macchina aziendale». Non è tutto: «Noi difendiamo gli interessi dei lavoratori, è il nostro mestiere, ma, come confederazione, anche gli interessi generali, dei cittadini. E io credo che, se vogliamo davvero cambiare questo Paese, dobbiamo avere coraggio di dire le cose come stanno e compiere le scelte che portino beneficio al maggior numero possibile di persone. E un reparto di chirurgia nuovo ed efficiente va in questa direzione. I lavoratori sono stati tutelati a suo tempo, le mamme hanno qualche disagio perché devono rivolgersi in altre strutture, ma Cuorgnè è un ottimo reparto e in questo anno è stato scelto da un buon numero di donne. Mi spiace ve». Cortese rilancia, però, la necessità di programmazione e definizione dei tempi: «In cinque anni i vertici dell'Asl/To4 sono cambiati quattro volte e non va bene, perché c'è bisogno di programmazione». (ri.co.)