Troppe bugie ai genitori Giovane scappa di casa

RIVAROLO Marco Costantino, 26 anni, è scomparso di casa lunedì mattina. E sono ore di ansia a Rivarolo. Nel pomeriggio, insieme ai genitori, sarebbe dovuto andare a ritirare le copie rilegate delle tesi in vista della consegna fissata per il prossimo 30 ottobre. Una scadenza che però per la sua facoltà non esiste e non coincide con nessuna sessione di laurea. Il giovane in realtà è ancora lontano dalla fine dei propri studi, gli mancano ancora molti esami, ma per non deludere le aspettative dei familiari ha iniziato a inventarsi un percorso universitario parallelo, dove sosteneva esami, frequentava stage ed era ad un passo dalla laurea. Una bugia che rischiava di infrangersi di fronte all'evidenza, un inganno da cui non sapeva più come uscire. Sono questi gli unici motivi della fuga secondo il padre Valter. «Marco è sempre stato un ragazzo preciso e soprattutto affidabile - racconta l'uomo distrutto dal dolore – metodico e forse un po' introverso. Avvisava sempre se tardava proprio per non farci preoccupare». Questa volta il cellulare è rimasto sul tavolo della villetta di via Uligini dove abitava insieme ai genitori. Il ragazzo ha voluto portare con sé solo un giaccone e cento euro. «Ci aveva spiegato – continua l'uomo – che prima di andare a Torino doveva pagare le tasse universitarie al SanPaolo». Così noi siamo usciti a fare la spesa e quando siamo rientrati non l'abbiamo più trovato. È uscito a bordo della sua Ypsilon grigio metallizzato e non ha più fatto rientro. A nulla sono valse finora le ricerche degli amici che, attraverso Facebook, hanno divulgato la foto del giovane e la targa dell'auto. «In tv – spiega la mamma – vediamo spesso storie simili, ma mai avremmo pensato che potesse capire anche a noi. Mi chiedo com'è stato possibile non riconoscere i segnali di questo disagio. Chissà da quanto si portava dentro un segreto così grande». Intanto, i carabinieri hanno diramato i suoi dati e quelli del veicolo in tutta l'area Schengen, nel timore che abbia deciso di allontanarsi dall'Italia. «A noi – spiega il padre – non interessa cosa è successo né tanto meno perché. Non ci importa nulla né della laurea né dell'Università, vogliamo solo sapere se sta bene. Se non vuole mettersi in contatto con noi almeno rassicuri i suoi amici, che lo cercano da giorni». Insieme a loro l'anno scorso aveva dato vita a una squadra di calcio a cinque. «Tra poche settimane avrebbe compiuto gli anni e i compagni gli avrebbero regalato un nuovo paio di scarpe. Perché andarsene proprio ora?». I genitori non riescono a trovare pace, distrutti dal dolore e dalla sensazione di non essere riusciti a proteggere il figlio da una menzogna che rischiava di schiacciarlo. Nilima Agnese ©RIPRODUZIONE RISERVATA