Palestra, giù dal tetto acqua e polemiche

CALUSO È un tetto che scotta, quello della palestra del liceo Martinetti, oggetto di una querelle che va avanti da diversi mesi. Il nodo da sciogliere riguarda un intervento di rifacimento del tetto che porrebbe fine ad un'infiltrazione d'acqua. Per farla breve, in caso di forti piogge la palestra si allaga. Impossibile quindi il suo utilizzo, non solo per gli studenti del liceo, ma per le società sportive che la utilizzano. In particolare per il Volley Caluso che nella palestra ci disputa pure le partite di campionato, con il rischio di perdita a tavolino nel caso in cui la palestra fosse inutilizzabile. La società presieduta da Luca Ponzetti, che punta a rientrare in serie B, però non è stata alla finestra a guardare. E circa sei mesi fa, con largo anticipo ha proposto al Comune di farsi carico dell'intervento. In cambio ha chiesto una prelazione sull'utilizzo della palestra, oppure l'annullamento del costo per l'affitto fino al saldo della spesa sostenuta. Soluzione trovata, quindi. Nemmeno per sogno. Perché è proprio a questo punto che scattano le tipiche e farraginose lungaggini burocratiche. La società, dopo alcuni incontri, incassa la massima disponibilità dal Comune che però deve fare i conti con la Provincia, proprietaria dell'edificio scolastico. Il seguito della vicenda la raccolta l'assessore allo sport, Alberto Probo, che ha seguito tutto l'iter: «Abbiamo presentato la questione all'assessore provinciale Umberto D'Ottavio che ci ha parlato di due ordini di problemi. Ovviamente a monte c'è l'impossibilita della Provincia di reperire la cifra necessaria all'intervento: poco meno di diecimila euro. Per D'Ottavio non è possibile concedere la prelazione poiché la società diventerebbe a tutti gli effetti come un soggetto gestore e quindi dovrebbe poi farsi carico di tutti gli altri oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria della palestra. Sarebbe necessario quindi indire un bando pubblico per non mettere da parte altre società eventualmente interessate a una gestione. Arrivati a questo punto l'unica strada percorribile è parsa quella della stipula di convenzione ad hoc tra Provincia, il Comune di Caluso e la società. In questi giorni la bozza di convenzione è allo studio della Provincia che ne dovrà definire anche la durata. In un primo tempo si era parlato di 12 anni, ma per la provincia sarebbero troppi. Mi auguro pertanto di poter dare una risposta al Volley Caluso la prossima settimana. In caso contrario ci troveremmo davanti ad una situazione davvero paradossale. Va detto però che la Provincia in passato aveva speso parecchi soldi per la manutenzione della palestra, compresa la copertura, ma era rimasto il problema dell'infiltrazione d'acqua». Intanto, i responsabili del Volley sono quasi arrivati all'esasperazione. «Ci sentiamo presi in giro - dicono dalla società calusiese -. Vorrà dire che non si troverà una soluzione al più presto lasceremo perdere tutto cercando un'altra palestra in un altro Comune. Se non si interverrà in tempi brevi anche il pavimento sarà da rifare con una spesa di diverse migliaia di euro che nessuno sarà in grado di sostenere. Non solo non si potranno più svolgere le partite di pallavolo, ma nemmeno gli studenti del liceo ne potranno fruire. Davvero una vergogna». Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA