In 600 per la fraternità alpina
RUEGLIO Seicento le penne nere che ieri, domenica, a Rueglio, hanno dato vita al 60º convegno della "Fraternità Alpina". Una pacifica invasione che ha messo a dura prova l'organizzazione dell'evento, curata dai gruppi valchiusellesi di Lugnacco, Vistrorio, Vico, Issiglio, Vidracco e Traversella, con la supervisione della sezione Ana di Ivrea e la collaborazione dell'amministrazione comunale di Rueglio. «Quando ci è stata proposta l'organizzazione del convegno abbiamo accettato senza pensarci troppo - spiega il coordinatore dei gruppi valligiani, Orazio Morgando Vigna - . Strada facendo, ci siamo tuttavia resi conto che si trattava di un impegno non di poco conto. Sia sotto l'aspetto finanziario, ma anche per quanto concerne la gestione delle due giornate nelle quali si articolava la manifestazione. Invece, grazie alla passione ed al lavoro dei nostri alpini ed al contributo economico di alcuni sostenitori delle penne nere, tutto è andato per il meglio». Oltre ai gagliardetti dei sessantaquattro gruppi della sezione di Ivrea erano presenti quelli delle sezioni di Saluzzo, Torino e della Val di Susa. Sono poi intervenute rappresentanze degli alpini di Arcugnano (Vicenza) e degli "Chasseurs Alpins" della Savoia. La manifestazione si era aperta nella serata di sabato con un apprezzato concerto di formazioni corali che hanno presentato il meglio del loro repertorio di canti popolari e degli alpini. La mattinata di domenica, invece, è stata solennizzata dalla partecipazione della Fanfara della sezione eporediese, diretta dal maresciallo maggiore Sergio Bonessio, sempre impeccabile nell' esecuzione dei classici inni che ogni volta fanno da colonna sonora ai raduni degli alpini. Due giornate piene, alla fione, intense ed emozionanti, che hanno scacciato il grigiore di questo primo scorcio d'autunno. (g.g.)