Armi nascoste sotto terra, scarcerati in tre dal giudice

CHIVASSO Stefano Ignazzi, 58 anni di Chivasso, Achille Mancuso, 45 anni di Borgo d'Ale e Rossella Ravizzoli, 38 anni di San Sebastiano, arrestati giovedì scorso dai carabinieri di Chivasso con l'accusa di tentato furto in concorso, sono stati scarcerati nella mattinata di venerdì dal gip del Tribunale di Torino. Il giudice, durante l'udienza di convalida, ha motivato la sentenza con il fatto che i tre, sorpresi dai carabinieri in via Francese nella frazione Busignetto di Verolengo, nei pressi dell'abitazione di Valentino Amantea, 56 anni, vittima di un tentato omicidio lo scorso luglio scorso davanti a casa, erano in un terreno non di pertinenza di Amantea. Di conseguenza non sussiste il reato di tentato furto. Per i carabinieri del nucleo radiomobile, che quella sera erano impegnati in un normale pattugliamento del territorio, le cose sarebbero andate diversamente. Tutto ha avuto inizio con i militari che, in via Francese, fermano una Fiat Punto. A bordo del mezzo, c'erano Achille Mancuso e Rossella Ravizzoli. La coppia non aveva chiarito il motivo della sua presenza in quella strada buia. Così i carabinieri avevano approfondito i controlli, perquisendo l'auto. Nella Punto avevano trovato la custodia vuota di un metaldetector con la scritta Radiodetection. Intanto, durante la perquisizione, i carabinieri avevano sentito suonare un antifurto, e subito dopo, avevano visto un uomo scavalcare una recinzione e fuggire nei campi. Il fuggitivo era Stefano Ignazzi, inseguito e bloccato dai militari. Poi i carabinieri, nei pressi di una scuola vicina all'abitazione di Amantea, avevano trovato una torcia ed un metal detector. In un area verde attigua alla casa di Amantea, subito dopo la scuola, i militari avevano rinvenuto scavi recenti ed una pala ancora conficcata nel terreno. Per i tre era scattato quindi l'arresto poi non convalidato dal Gip. Secondo l'ipotesi investigativa formulata dagli inquirenti i tre potrebbero essersi ritrovati in via Francese alla ricerca di denaro o di armi nascoste nella proprietà di Amantea. E le armi, una pistola calibro 38 ed una calibro 7,65, effettivamente c'erano. Sono state ritrovate qualche ora dopo dai carabinieri. Erano sepolte a pochi metri di distanza dagli scavi che sarebbero stati effettuati da Ignazzi. Restano aperti quindi molti interrogativi a cui i carabinieri stanno tentando di dare una risposta. Che parte proprio dalle armi. (l.m.)