L'attacco di 3Italia: «Dal Comune solo atti contradditori»

VILLAREGGIA Nella polemica scoppiata sul ripetitore di Villareggia, e soprattutto sulle motivazioni del ricorso al Tar, dice la sua anche 3Italia, la società interessata all'installazione del traliccio per la telefonia mobile alla periferia del paese. «L'amministrazione comunale – attacca una nota dell'ufficio stampa di 3Italia – ha assunto, fin dall'inizio, degli atteggiamenti fortemente contradditori che hanno portato la società a dover riprogettare 4 volte l'impianto, con grande spreco di tempo e di risorse. Il Comune oggi chiede a "3" di effettuare l'installazione su un traliccio di proprietà di Vodafone non dicendo che questa era stata la prima proposta progettuale da parte di "3" nel luglio 2011, rifiutata a suo tempo dall'amministrazione, che poi ha concesso l'installazione sul medesimo traliccio di un impianto Wind. Successivamente, a partire dall'ottobre 2011, il Comune aveva proposto a "3" delle alternative all'installazione sul traliccio. Tra le zone indicate quella del centro polisportivo, per il quale 3 richiede la  protocollazione di un progetto, nuovamente rifiutato dal sindaco, il quale chiede a "3"  uno spostamento di circa 40 metri rispetto al complesso sportivo.  3 Italia riavvia l'iter di rilevazioni necessarie alla riprogettazione dell'impianto e ripresenta la domanda. Anche questo progetto viene rifiutato in sede di consiglio comunale. Preso atto delle contraddizioni della gestione della pratica da parte degli amministratori comunali, "3" studia un nuovo progetto di installazione su un terreno privato nei pressi degli impianti sportivi. Anche questa soluzione viene cassata dal Comune». «Nell'aprile 2012 - prosegue il comunicato di 3Italia -, il Comune, a mesi di distanza, offre due nuove soluzioni: la zona della vecchia discarica di Villareggia, specificando che si trova a soli 200 metri dal terreno privato scelto da "3" e una a 1250 metri dal centro abitato. Viene presa in considerazione solo la prima soluzione, essendo la seconda zona posta ad una distanza subito ritenuta troppo elevata per assicurare una corretta copertura. Da accertamenti catastali pero', "3" scopre che la zona della vecchia discarica è in realtà ubicata a 1450 metri dal centro (e non a 200 metri come dichiarato dal comune) ed è dunque non idonea. Alla luce di quanto accaduto, è chiaro il motivo per cui 3 Italia non sia disponibile ad alcuna concertazione "amicale" auspicata dal Comune: l'installazione dell'antenna "3" sul traliccio Vodafone è ormai inattuabile per via dell' impianto realizzato nel frattempo da Wind». «Ci terremmo inoltre a precisare - conclude il comunicato - che 3 Italia realizza i propri impianti nel rispetto della Legge Quadro n. 36, normativa che tiene conto del principio di precauzione per l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e dei criteri di massima cautela raccomandati dall'OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità). Le norme adottate in Italia sono tra le più restrittive d'Europa e prevedono un limite di 6 volt/metro rispetto ai limiti in vigore nei paesi comunitari che vanno da 42 a 60 volt/metro». La replica del sindaco di Villareggia, Mario De Bernardi, non chiarisce a fondo la questione. Del resto lo stesso primo cittadino nell'assemblea pubblica dei giorni scorsi aveva ammesso che «la pratica avrebbe potuto essere gestita meglio». Ed ora aggiunge: «Le osservazioni di 3Italia sono inesatte. Rispetto al primo progetto noi avevamo inoltrato la documentazione a Vodafone con cui abbiamo una convenzione. Non avevano opposto un rifiuto, ma l'ufficio tecnico comunale rilevava che l'impianto non era coerente con la conformità tipologica e dimensionale del progetto. Per quanto riguarda le altre soluzioni progettuali avevamo sempre cercato un dialogo con 3Italia, senza riuscire a trovare una soluzione che accontentasse entrambi». Lydia Massia