Una poltrona per tre Vettel ora è favorito
di Davide Casarotto La Formula 1 è questa. Fino a tre gare fa il titolo sembrava saldamente nelle mani di Fernando Alonso e della Ferrari, capaci intorno a metà stagione di mettere in fila alcune prestazioni da urlo che avevano permesso di prendere il largo in classifica. Poi sono state sufficienti due partenze sfortunate, in Belgio e Giappone, la sagoma nera di una Lotus che in entrambi i casi passa vicino, troppo vicino, e ti ritrovi di nuovo a dover lottare col coltello tra i denti, punto a punto. E al cospetto di un rivale scomodo, il più scomodo che ti possa capitare: il campione in carica Sebastian Vettel. Nel giro di un mese i pronostici si sono invertiti: la Red Bull, che sembrava già tagliata fuori dai giochi, ha avuto una reazione tecnica e caratteriale importante. La monoposto austriaca è tornata a volare e ora sembra dura resisterle. «È come se il Mondiale iniziasse adesso e si corresse sulla distanza di cinque gare», ha dichiarato senza troppi giri di parole Alonso a Suzuka. Proviamo dunque a dare una lettura a un finale di stagione che si preannuncia incandescente, anche perché non è detto che si tratti di un duello. Non sono infatti troppo lontani nemmeno Kimi Raikkonen (a -37 da Alonso) e Lewis Hamilton (staccato di 42 lunghezze). Se pare difficile una rimonta del finlandese e della sua Lotus, costante sì ma mai capace di grandi acuti, il britannico invece ha talento, vettura e quel pizzico di follia che potrebbero rimetterlo in corsa. Ad arrivare lanciato agli ultimi Gp stagionali, inutile nasconderlo, è Vettel. Con la vittoria di domenica fa ha ottenuto la terza affermazione consecutiva nel paese del Sol Levante. E l'aria d'Oriente sembra fargli particolarmente bene, visto che nella passata stagione ha fatto sua anche la tappa coreana. Il tracciato di Sud Jeolla, come quello successivo in India, sono mezze incognite, visto che ci si corre rispettivamente per la terza e la seconda volta. In Corea, Vettel e Alonso hanno una vittoria a testa, in India nel 2011 dominò Vettel. Poi c'è Abu Dhabi, pista foriera di cattivi ricordi per la Rossa che, proprio con Alonso e proprio ad opera di Vettel, subì la beffa, per valutazioni errate di strategia, di perdere un mondiale che pareva già vinto. Attenzione ad Hamilton, qui ha già vinto una volta. La tappa americana di Austin è una novità assoluta e sarà appannaggio di chi saprà adattarsi più in fretta, sia a livello di guida che di settaggio. Si chiude in Brasile, sui saliscendi di Interlagos. Qui Hamilton e Raikkonen ci hanno già vinto un titolo mondiale. La conformazione del tracciato potrebbe esaltare la guida di Alonso, ma nelle ultime tre stagioni (due volte con Mark Webber, una con Vettel) è stato terreno di caccia della Red Bull. Insomma tutto fa pensare a un Vettel favorito. Ma Alonso e la Ferrari hanno ancora qualche chance. Come sfruttarle al meglio? Innanzitutto migliorando in qualifica, in modo da evitare partenze a centro gruppo che, come abbiamo visto, sono molto rischiose. E poi magari facendo affidamento su un Felipe Massa in grande crescita. ©RIPRODUZIONE RISERVATA