CRISI»LE MISURE
di Paolo Carletti wROMA Un lungo e complicato consiglio dei ministri dopo una rapida consultazione al Quirinale da Napolitano e l'incontro con gli enti locali per mettere a punto la legge di stabilità. E anche se il termine risulta indigesto al governo, si tratta di un'altra manovra da 12 miliardi che prevede nuovi tagli a sanità, enti locali, pubblica amministrazione, e interventi sulla produttività. Un'altra manovra che colpirà settori che già hanno dato molto, così da far infuriare Susanna Camusso, leader Cgil, che ha minacciato lo sciopero generale. Il primo obiettivo del governo era quello di evitare il nuovo aumento di due punti delle aliquote del 10 e del 21% dell'Iva previsto per arrivare al pareggio di bilancio. Obiettivo centrato. Ma a quale prezzo? Tagli alle Regioni per oltre 2 miliardi, stretta sulla sanità per 1,3 miliardi, e nuovo giro di vite su pubblico impiego e ministeri. Molto critico il Pd che con il segretario Bersani ha intimato al governo di ritirare i provvedimenti che colpiscono ancora la sanità. Camusso chiede che vi siano provvedimenti che riguardano redditi e lavoro, più cauto Bonanni (Cisl), contrario al blocco contrattuale per gli statali punzecchia la Cgil: «Noi vigileremo, chi evoca lo sciopero lo faccia». SEI OBIETTIVI. Il ministro dell'Economia Grilli ha obiettato: non è una nuova manovra. Ma se la legge di stabilità non lo è tecnicamente, perché non serve a correggere i conti, lo è nella sostanza perché prevede tagli, nuove entrate e misure di spesa. Grilli ha spiegato i sei obiettivi: evitare un appesantimento tributario (Iva), incentivare l'aumento della produttività, accelerare la riduzione del debito, assicurare un fondo ad hoc per gli esodati, sostegno agli Lsu (lavoratori socialmente utili), garantire i pagamenti della Pubblica amministrazione in linea con l'Europa. LE CIFRE. Il saldo complessivo è di 11,6 miliardi in 3 anni: 6,6 quest'anno, 4,1 nel 2014 e 900 milioni nel 2015. Sono le cifre che il governo intende incassare anche con una nuova spending review della pubblica amministrazione e dei ministeri. «6,5 miliardi servono per evitare l'aumento dell'Iva e 3,5 destinati a produttività e detrazioni fiscali» ha detto il coordinatore degli assessori delle Province Antonio Rosati dopo l'incontro a Palazzo Chigi. I TAGLI. Prevista una riduzione di 1,5 miliardi di euro nel 2013 del fabbisogno della sanità. Per l'acquisto di dispositivi medici il tetto di spesa dovrebbe scendere dal 4,9 al 4% e nel 2014 dal 4,8 al 3,9%. Costo degli appalti ridotto al 10%. Una stretta sui permessi per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. Vengono aumentati di 1 miliardo, passando quindi a 2 miliardi, i tagli lineari previsti dalla spending review per le Regioni a statuto speciale. Sempre in tema di Regioni, al contrario, arrivano 159 milioni alla Regione Campania di «risorse che le spettavano in base a quanto previsto da una legge del 1990 relativa alla spesa sanitaria». Nella pubblica amministrazione viene disposto il blocco dei contratti nel 2014 e il congelamento del meccanismo di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale. Tagli del «piano Bondi» (il 10%) su missioni all'estero e rappresentanze diplomatiche. Drastica razionalizzazione per l'acquisto e l'affitto di immobili pubblici, che riguarda tutte le pubbliche amministrazioni. Ma stop anche ad acquisto e leasing di auto, arredi e spese di consulenze informatiche. Tagli di 30 milioni di euro all'anno per i centri di assistenza fiscale dei patronati, così come per il Fondo sociale all'occupazione e alla formazione. Con la legge di stabilità – sostiene Grilli – dovrebbe essere avviata anche la prima fase della dismissione dei beni demaniali dello Stato. TOBIN TAX. Il ministro Grilli ha annunciato che a concorrere alla copertura del provvedimento contribuirà la tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie i cui effetti però si potranno vedere solo in futuro. OPERAZIONE CIELI BUI. Molti hanno fatto notare che con «cieli bui» si sfiora il coprifuoco. Forse non a torto. La norma prevede il contenimento della spesa pubblica e risparmio di risorse energetiche con limitazioni e razionalizzazione dell'illuminazione pubblica soprattutto sulle strade. SGRAVI E PRODUTTIVITA'. Il governo intende rifinanziare la defiscalizzazione dei salari di produttività (1.670 milioni nel 2013 e 526 milioni nel 2014); inoltre altre risorse andrebbero alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto in Emilia e al finanziamento della Cassa integrazione in deroga. Sarà recepita inoltre la legge europea sui pagamenti della Pubblica amministrazione, che non dovranno superare i 30-60 giorni. TAV, MOSE, PONTE STRETTO. Quasi 800 milioni per la Tav Torino-Lione, 1.250 milioni per il Mose di Venezia in quattro anni. 300 milioni per penalità contrattuali per la mancata realizzazione di interventi per il ponte sullo stretto di Messina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA