Il leader con l'orecchino che punta a Palazzo Chigi

di Nicola Corda wROMA E' il 1984 quando Nichi Vendola comincia la sua corsa politica dalla Puglia a Roma. Da Terlizzi, approda alla segreteria nazionale dei giovani comunisti: è il primo dirigente gay dichiarato che varca i portoni di Botteghe Oscure, difeso con orgoglio da quella Fgci che cercava di spalancare le finestre in un partito ancora chiuso. Così la sua fresca laurea all'università di Bari, con una tesi su Pierpaolo Pasolini, fu più un manifesto che una sfida all'establishment. Ora dopo oltre 25 anni, la sua carriera politica punta sulle primarie del centrosinistra per la conquista di Palazzo Chigi. Un progetto ufficializzato questi giorni, ma che Nichi ha messo in campo fin dal 2010, subito dopo aver messo al sicuro per la seconda volta la vittoria In Puglia. Per due volte vince le primarie contro il candidato ufficiale Francesco Boccia, e che gli fanno guadagnare punti come outsider. «Vuole lanciare l'opa sul Pd», dicevano dalle parti di Bersani, quando Renzi non aveva ancora scaldato i motori. E non c'è dubbio che il suo arsenale politico Vendola lo ha costruito con i due mandati alla guida della sua regione. Tra scandali della sanità che lo sfiorano con due avvisi di garanzia e l'accusa di abbandonare il governo locale per la scalata nazionale, tuttavia la Puglia con lui conosce una nuova primavera fatta anche di alcuni record. Nel 2012 l'Istat la mette in cima alla classifica delle regioni per crescita di occupazione. C'è poi il primato della produzione di energie rinnovabili, eolico e solare, che ha dato forte impulso alle fonti alternative. Il rovescio sono i costi della sanità che crescono a dismisura e finiscono nel mirino delle inchieste. Bari diventa un verminaio degli affari in questo settore. Vendola limita i danni ma non può evitare l'accusa politica di non aver vigilato. Ora una sfida che gioca quasi in solitario perché il suo partito ha spalle troppo leggere. Sinistra Ecologia e Libertà nasce nel 2009 come progetto per federare la sinistra dopo la virata radicale del suo partito originario, Rifondazione comunista. A Montecitorio arriva nel 1992 e prima di candidarsi in Puglia partecipa a quattro legislature: Nichi Vendola fa parte della piccola pattuglia degli onorevoli omosessuali ma tutti gli riconoscono che non ha mai usato il suo privato per fare carriera. «Fare outing è fatica, sangue e dolore, non gossip» diceva all'inizio del suo impegno politico. Fatica perché dietro, ma anche dopo, c'è la violenza che in questi casi è verbale, che fa ancora più male. Il linguaggio è un altro tema sul quale ha sempre battuto il ferro per affermare la sua diversità. «C'è bisogno di una nuova grammatica della politica», è una frase ricorrente del suo armamentario retorico che spesso gli viene criticato. Pesca forse anche nella poesia, una passione che lo ha portato a pubblicare alcuni libri, e il tema dell'investimento nella cultura lo ha cavalcato fin da quando è approdato alla presidenza della Puglia. Le fabbriche di Nichi, Apulia Film Commission e Bollenti spiriti, sono tutte creature nate con lui. Hanno aggregato un movimento di giovani e associazioni culturali che oggi sostituisce un partito che resta ancora debole. E su questa forza che conta per le primarie. Negli ultimi tempi poi ha rilanciato il tema dei diritti civili. Legato al creativo italo canadese Ed Testa, ha espresso il desiderio di crescere un figlio: «La politica è occuparsi della vita delle persone, anche della mia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA