Bersani: «Basta scorciatoie, torni la politica»
di Maria Berlinguer wROMA «Basta scorciatoie e ricette italiche, la politica deve tornare ad essere credibile: non significa che io voglio che Monti torni alla Bocconi ma in quella situazione ognuno darà il suo contributo». Pier Luigi Bersani boccia ancora una volta l'ipotesi di un Monti bis a palazzo Chigi, caldeggiata ora da gran parte dei veltroniani. A due mesi dalle primarie il gruppo dirigente "democrat" appare nuovamente spaccato non solo per la conta tra Bersani e Matteo Renzi. E' ancora una volta il tema delle alleanze e il futuro del Professore a dividere il Pd. I veltroniani sono usciti allo scoperto riproponendo il nome di Monti. Ma Bersani e per la la verità anche Matteo Renzi a ricandidare l'attuale premier non ci stanno. E' forse questa l'unica cosa sulla quale il leader Pd e il sindaco rottamatore sono d'accordo. L'appello dei montiani a Bersani a giocare in anticipo, facendo del professore la bandiera elettorale del partito non è ritenuto ricevibile dal segretario convinto che il prossimo governo dovrà essere politico. Come avviene in tutti i Paiesi europei, precisa Bersani. «Vogliamo stare in Europa ma fuori dalla democrazia normale?», chiede. Ilsegretario non ha gradito neanche la «discesa» in campo pro Monti di Luca Cordero di Montezemolo che ha annunciato di essere pronto con Italia Futura a cercare consenso elettorale per l'agenda del premier. «Luca non vorrai mica guidare la macchina restando ai box?» . Ma il primo vero scoglio per il segretario Pd saranno le primarie. Il sei ottobre saranno fissate le regole della gara e la squadra renziana mette le mani avanti accusando i colonnelli di Bersani di voler truccar il gioco fissando paletti che possano favorire il segretario. «Io mi fido di Bersani», dice però Renzi. E Bersani ribatte: «Le regole per le primarie non le faccio contro Renzi ma contro quelli come er Batman». Il tema è quello di impedire l'inquinamento della competizione, evitando casi come quello di Napoli dove le primarie furono annullate e poi rifatte. La campagna del sindaco rottamatore che sta girando l'Italia in camper sta andando fortissima. Sondaggi riservati lo danno addirittura vincente sul segretario, soprattutto se alle primarie correrà anche Nichi Vendola. Il leader di Sel non ha ancora sciolto la riserva su una sua candidatura che ovviamente sottrarebbe a Bersani i voti a sinistra del Pd. Intanto tra i dirigenti del partito si delineano gli schieramenti. Con Bersani ci sono tutti i big: da D'Alema a Rosy Bindi. E ci sono i «giovani turchi» di Orfini e Fassina e molti amministratori locali. Renzi sta invece andando fortissimo nell'area veltroniana e tra gli ex popolari. Morando, Ichino, Ceccanti e parecchi prodiani sono usciti allo scoperto dichiarando di apprezzare il programma di Renzi. Schieratissimo con Renzi è anche Paolo Gentiloni. A largo del Nazzareno qualcuno però fa notare che la scelta pro rottamatore potrebbe essere determinata anche da calcoli personali: in ballo ci sarebbero molte ricandidature oggi a rischio e non solo per sopraggiunti limiti di mandato parlamentare. Se i veltroniani appoggiano Renzi nulla si sa per ora delle scelte di Veltroni e di quelle di Prodi, anche se il professor Arturo Parisi ha detto che «voterà per chiunque ma non per Bersani». Schieratissmo l'ex tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti. «Ho dovuto vedermela per trent'anni con uno scout, Fioroni, poi ho dovuto sopportarne un altro, Lusi, un terzo scout non lo reggerei proprio quindi - dice -non sceglierò Renzi ma Bersani». ©RIPRODUZIONE RISERVATA