Lavoratori svantaggiati inseriti nei contratti

IVREA Il Comune di Ivrea introdurrà come fatto strutturale e non occasionale la clausola sociale nell'utilizzo strategico degli appalti pubblici e nell'acquisizione di servizi. Ne ha parlato l'assessore al Lavoro Enrico Capirone, in un convegno ercoledì in sala Santa Marta. Convegno dove è stato fatto il punto sul percorso che ha portato alla realizzazione del progetto denominato Lidl – una L-Ivrea da lavoro. Un progetto finalizzato ad accrescere le opportunità di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati negli appalti della pubblica amministrazione, che ha visto la partecipazione, oltre alla città di Ivrea, nel ruolo di soggetto capofila, dei Comuni di Andrate, Cascinette d'Ivrea, Montaldo Dora, Nomaglio, Pavone, Salerano e Strambino con la condivisione dei consorzi In.rete di Ivrea e Ciss-ac di Caluso. «Nel primo anno di realizzazione del progetto – ha spiegato Capirone - si è cercato, sotto la guida di consulenti esperti individuati nel mondo cooperativistico, di prendere consapevolezza delle clausole sociali, della modalità di utilizzo e di iniziare a dar loro una prima applicazione. Lo abbiamo fatto con il bando per l'affidamento della gestione del teatro Giacosa, con l'affidamento di servizi di manutenzione ordinaria dell'arredo urbano al consorzio Copernico che si avvale di quattro persone disabili e con la procedura negoziata per l'affidamento del servizio di telesoccorso e teleassistenza a cooperative di tipo B». Le pubbliche amministrazioni affidano a terzi forniture di beni e servizi. Ciò verso cui si deve tendere è fare in modo che con lo strumento degli affidamenti vengano perseguite altre finalità, oltre a quelle dell'acquisizione di una prestazione contrattuale. Questo può essere possibile attraverso l'introduzione di clausole sociali, ossia di condizione di esecuzione degli appalti che tengano conto di finalità sociali, in primis l'inserimento nel tessuto produttivo delle fasce più deboli della popolazione. Al convegno ha preso parte anche Gianni Rossetti, collaboratore del vicesindaco di Torino, città che utilizza lo strumento delle clausole sociali dal 2006, consentendo quindi a numeri consistenti di soggetti svantaggiati, o appartenenti alla fasce deboli del mercato del lavoro di poter aver forme di occupazione stabile. «Nel 2011 - ha spiegato Rossetti – gli indicatori sono stati tutti positivi: ammonta a 15 milioni di euro la cifra spesa per appalti con clausola sociale, mentre 562 sono stati i lavoratori svantaggiati che ne hanno beneficiato. Al progetto si affianca un'attività di monitoraggio per il manifestarsi di nuovi fenomeni». Tra i relatori anche l'assessore provinciale Carlo Chiama che ha insistito sullo scambio di esperienze a livello provinciale per avere risultati importati e duraturi nel tempo. (l.m.)