Pastor e Romain, pericoli al volante

di Davide Casarotto Ci sono quelli freddi, calcolatori, che non corrono rischi se vedono la possibilità di fare risultato. Ci sono invece quelli cui piace dare tutto, accettando di buttare al vento l'intero week-end pur di ottenere il massimo, magari quella vittoria che dà la svolta alla stagione, battendo di un soffio il rivale più accreditato a costo di tentare una manovra azzardata. Due tipologie di piloti che hanno segnato la storia di uno sport come la Formula 1: la seconda è sicuramente quella che più attira e suscita l'ammirazione del pubblico. Sempre però che non superi quel labile confine tra rischio e incoscienza che, si sa, negli sport motoristici può comportare conseguenze davvero molto pesanti. E l'impressione da parte di tutti, addetti ai lavori, tifosi e appassionati, è che in quanto successo dalla linea di partenza di Spa fino al tornantino della Source, si sia superato il limite. Lo scatto anticipato e sconclusionato di Pastor Maldonado (Williams), la manovra di Romain Grosjean ai danni di Lewis Hamilton, che ha fatto decollare la sua Lotus sfiorando il casco del ferrarista Fernando Alonso, sono episodi che fanno riflettere e che comporteranno conseguenze disciplinari per i protagonisti. Le 7 "meraviglie" di Romain. A Grosjean la direzione gara ha inflitto la punizione più dura, comminandogli 50mila euro di multa ma, soprattutto, lo stop per una gara. Il francese quindi non sarà a Monza. Una decisione cui si è pervenuti dopo aver valutato non solo l'errore di Spa ma anche il fatto che il pilota della Lotus sia stato coinvolto in ben altri sette casi di incidenti nel corso dell'intera stagione. Di certo la colpa non è sempre stata sua, ma è un dato che fa riflettere e che si sarebbe forse dovuto prendere in considerazione prima. Maldonado in coda alla griglia. Nel caos dei primi metri del Gp del Belgio rientra anche il pilota Williams Pastor Maldonado. Prima protagonista di uno scatto che ha ampiamente anticipato la luce verde e poi per aver speronato Timo Glock alla prima curva. Se ci aggiungiamo che il venezuelano aveva già subito una penalità nelle qualifiche, quando ha ostacolato Nicolas Hulkenberg (Force India), il risultato è un arretramento di ben dieci posizioni sulla griglia di partenza del tracciato brianzolo. E non è la prima volta: altri provvedimenti dalla direzione gara nei confronti di Maldonado erano stati presi ad Abu Dhabi e a Valencia. Schumi graziato. Graziato invece Michael Schumacher, pure protagonista durante la corsa di una manovra a dir poco pericolosa su Sebastian Vettel, vistosi tagliare la strada dal connazionale che ha deciso all'ultimo di tornare ai box. Eppure anche Schumi ha il precedente del Gp di Spagna, quando tamponò violentemente Bruno Senna nella staccata in fondo al rettilineo principale. Sulla decisione dei giudici avranno senz'altro pesato gli allori dell'ex ferrarista. Lewis, l'incolpevole (stavolta). Ci si è ritrovato in mezzo, ma stavolta di colpe non ne ha. E sottolineiamo stavolta perché Lewis Hamilton è uno che nei guai c'è spesso finito. È vero che in questo 2012 sembra essersi dato una calmata (al di là del contatto con Maldonado a Valencia), ma sono ancora vivi nella memoria le sportellate della passata stagione con Felipe Massa e il contatto fratricida con il compagno di squadra Jenson Button in Canada. Una serie di episodi che avevano avvicinato Lewis a un connazionale che sopra le righe amava starci eccome: Nigel Mansell. A Monza non si scherza. I fermi provvedimenti presi dalla direzione gara dovrebbero servire a placare gli animi in vista di Monza, pista dove, viste le alte velocità che si toccano, i contatti possono portare a conseguenze disastrose. E dove, dopo il via, c'è l'imbuto della Prima variante, che ricorda molto una frenata violenta e angusta come quella della Source. Dopo il groviglio di Spa facile pensare che il plotone la affronterà con la necessaria prudenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA