Liuzzi: «Troppi incidenti? Si paga l'inesperienza»
di Andrea Gabbi È un campionato ricco di spettacolo, ma per la prima volta dal 1969 senza quella componente tricolore che da anni caratterizzava la Formula 1. Certo, la Ferrari è sempre il vanto italico per eccellenza, ma vedere gare senza la presenza di piloti nostrani lascia un po' di amaro in bocca. Qualche traccia tricolore però continua a sopravvivere nel Circus. Una di queste è rappresentata da Vitantonio Liuzzi. Il pilota pescarese attualmente è la terza guida della Hrt e negli ultimi anni è stato negli organici di Red Bull, Toro Rosso e Force India. Liuzzi, che tipo di campionato è quello versione 2012? «Un campionato divertente e pieno di incertezza. Alonso e la Ferrari stanno meritando il primato ma credo che la partita sia lontana dall'essere chiusa. Ci sono stati tantissimi vincitori e questo è anomalo rispetto agli ultimi anni. Sicuramente lo spettacolo c'è, forse quello che manca è un po' di professionalità». In che senso? «Nel senso che lo spettacolo spesso scaturisce dai tanti errori che si vedono. Tanti incidenti sono indice di poca esperienza. Quello che è successo a Spa è un esempio evidente di questa situazione. Grosjean, Perez, Kobayashi e Maldonado hanno tanta grinta ma spesso dimostrano poca attenzione. D'altronde senza un curriculum all'altezza della situazione è dura essere competitivi e allo stesso tempo professionali in Formula 1. Purtroppo ora come ora funziona così». È la dura legge di chi ha dalla sua gli sponsor. «La crisi economica c'è ed è evidente, di conseguenza è normale che tanti team preferiscano affidarsi a piloti che portano in dote consistenti sponsorizzazioni. Il livello è sicuramente più basso e le conseguenze sono quelle viste nel corso di questa stagione. La speranza è che in futuro le cose tornino alla normalità». Nelle retrovie ci sarà poca qualità, ma davanti non si scherza. Se l'aspettava tanto equilibrio? «No, non me lo aspettavo. Ma questo è il bello della Formula 1. Vedo un grande Alonso, una Red Bull che non è riuscita a confermarsi ad alti livelli ma che a sprazzi tira fuori prestazioni record, una McLaren altalenante ma competitiva, una Mercedes che dopo un ottimo avvio è calata. Poi c'è la Lotus: davvero una bella vettura che forse ha raccolto meno di quanto ha seminato». La differenza la sta facendo Alonso. «Fernando è stratosferico. È l'uomo della Formula 1: è completo, determinato e ha tantissimo talento. Sa fare gare strepitose e sa anche gestire i risultati. La Ferrari è cresciuta con lui anche se per la verità è ancora in ritardo rispetto alla concorrenza». Quanto dovremo aspettare per rivedere un italiano alla guida di una Formula 1? «Difficile dirlo. Io e Jarno (Trulli, ndr) speriamo di poter rientrare, ma prima di tutto devono cambiare le idee all'interno dei team. Serve esperienza e gli italiani hanno sempre dimostrato grande professionalità. Se poi ci dovesse anche essere qualche sponsor in grado di sostenerci tutto sarebbe più facile». Siamo alla vigilia di Monza. Che gara vedremo? «È sempre complicato prevedere quello che succederà a Monza. Alonso ha sempre fatto bene in Brianza. Per la Ferrari questo è il Gran premio di casa e a Maranello non vorranno sfigurare. Vedo bene anche la McLaren e la Lotus, mentre la Red Bull potrebbe soffrire i rettilinei. Si tratta di un circuito storico, sarà un'emozione come sempre». ©RIPRODUZIONE RISERVATA