La spending review taglia un milione

di Rita Cola wIVREA Duecentocinquantamila euro da tagliare dal bilancio in corso. Un milione di euro di risorse in meno per l'anno prossimo. Sono, in estrema sintesi, l'effetto della spending review sui conti di palazzo civico. Effetti che preoccupano l'assessore al Bilancio Enrico Capirone: «Questo ulteriore taglio rischia di avere ripercussioni gravi sul bilancio creando una situazione di estrema difficoltà, soprattutto in previsione del prossimo anno». Capirone non è tenero: «Ci troviamo di fronte a provvedimenti - spiega - che, presentati come riduzione di sprechi, nei fatti si delineano come veri e propri tagli lineari. La nostra amministrazione sta attuando da tempo una politica di estremo rigore e contenimento della spesa corrente, dai 28 milioni del 2010 siamo passati ai poco più di 24 milioni dell'anno in corso e abbiamo ridotto l'indebitamento del 14% (dai 24 milioni del 2009 ai 20,5 milioni del 2012». Ma l'assessore sottolinea anche quanto già Ivrea abbia dato in termini di risanamento dei conti pubblici: «Ci siamo fatti carico di una cifra che sfiora i sei milioni di euro, considerati il taglio dello Stato nei confronti del Comune di Ivrea di due milioni di euro e il flusso di risorse che dal Comune vanno allo Stato in conseguenza dell'introduzione dell'Imu, per 3,7 milioni di euro». E Ivrea? «Nonostante il peso di questi numeri - dice Capirone - abbiamo cercato di compiere scelte equilibrate cercando di tutelare i redditi più bassi, con attenzione alla prima casa, salvaguardando e non aumentando le tariffe dei servizi a domanda individuale e contenendo le aliquote rivolte al settore economico già provato dalla crisi». L'assessore rivendica di avere avuto attenzione per i temi del risparmio: «I temi della spending review erano già alla base dell'approvazione dell'ultimo bilancio: massima economicità negli uffici pubblici, riduzione delle spese per consulenze, collaborazioni esterne e rappresentanza, razionalizzazione sui costi energetici e mantenimento legato agli immobili comunali». Ed è per questo che è amareggiato: «Ci troviamo a prendere atto di provvedimenti governativi che scaricano il peso della riduzione della spesa pubblica sugli enti locali, in particolare sui Comuni. Eppure, è proprio dai Comuni è arrivato, negli ultimi anni, il contributo maggiore nel contenimento dei costi. E i tagli continuano ad arrivare. E arrivano proprio in un contesto di crisi economica che non accenna a diminuire. I Comuni, l'ente di riferimento per i cittadini, dovrebbero in questo periodo poter contare su risorse maggiori, per dare risposte alla domanda delle fasce deboli. Una domanda, purtroppo, in continua e costante crescita. Invece spiace come anche in questo caso si sia persa l'occasione per intervenire in maniera incisiva sui ministeri e sugli apparati delle amministrazioni centrali, dove continuano a sopravvivere sprechi di risorse pubbliche, inefficienze e gestioni poco oculate». Il taglio dei 250mila euro per l'anno in corso, spiega Capirone, sarà "tamponato": «Immaginavamo che avrebbero potuto esserci altre riduzioni e siamo stati prudenti. Tra l'altro, Ivrea conta su un buon avanzo di amministrazione e il fatto di essere stata inserita tra i Comuni virtuosi consente di avere un allentamento sul Patto di stabilità. Questo ci consente di poter pagare celermente i lavori per la realizzazione di opere che, però, siano già arrivate al termine dell'iter progettuale». E per l'anno prossimo? «Dovremo sederci attorno a un tavolo e capire come fare. Il nostro bilancio del 2013 sarà tecnico, essendoci di mezzo le elezioni». E dopo un'esperienza da assessore al Bilancio quanto conterà la mancanza di risorse nella redazione di un programma? «Di certo - osserva - bisognerà tenerne conto. È il momento di fare scelte oculate, concrete. Non è più tempo di scrivere il libro dei sogni. Questo non significa che non si debba avere fantasia e una visione per il futuro, anzi. È indispensabile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA