CRISI»IL LAVORO

di Gabriele Rizzardi wROMA Alla vigilia dell'attesissimo incontro tra Monti e le associazioni degli imprenditori e del Consiglio dei ministri che oggi si occuperà del decreto sanità e dell'Ilva ma inizierà anche a discutere le nuove misure per lo sviluppo e la crescita, il governo inciampa sulla spinosissima vertenza Alcoa, scatenando l'ira dei sindacati e dei partiti. Tutto avviene alla Festa del Pd di Reggio Emilia, dove Corrado Passera manifesta tutto il suo pessimismo sulla sorte degli stabilimenti di Portovesme. «Non ci sono stati dei veri impegni da parte di nessuno per possibili acquisizioni. Stiamo continuando a continueremo a cercare possibili compratori, ma non dobbiamo nasconderci che è una situazione quasi impossibile, di scarsissimo interesse per gli investitori» ammette il ministro dello Sviluppo, gelando le speranze dei sindacati che proprio ieri in tre incontri separati hanno chiesto a Bersani, Casini e Alfano di fare pressing sul governo per sbloccare la difficile vertenza. Il ministro cerca subito di riparare e assicura che il governo «continuerà a lavorare per trovare una soluzione al problema, se necessario, anche per tutto il 2013». Ma la precisazione non ottiene l'effetto sperato. I deputati del Pdl, Cicu e Tetsoni, si dicono «increduli e perplessi», la Cisl chiede al governo di lavorare «con il massimo impegno e responsabilità per scongiurare il rischi della chiusura» e il leader di Sel, Nichi Vendola, definisce le affermazioni di Passera «contraddittorie e ciniche». A bacchettare il ministro è anche Massimo D'Alema che chiede al governo di «attivarsi» per trovare una soluzione. Quella di ieri, insomma, non è stata una giornata positiva per i sindacati, che si aspettavano di incontrare i leader di Pd, Pdl e Udc, seduti attorno allo stesso tavolo e invece sono stati ricevuti separatamente e in luoghi diversi.Un piccolo risultato, comunque, lo hanno ottenuto. Bersani, che ha promesso l'invio di una delegazione del Pd a Portovesme, ha invitato il governo a «raddoppiare gli sforzi», a concentrarsi di più sul lavoro ma anche a cambiare strategia: «Il rigore è necessario ma se si restringe la capacità produttiva non terremo i conti a posto». Contro Corrado Passera si schiera Felice Belisario («Il ministro è troppo impegnato a lanciare la sua immagine politica per occuparsi dei lavoratori...») mentre Dario Ginefra (Pd) paragona Passera al comandante Schettino: «Scappa dalla nave che affonda». Ma a preoccupare il governo non è solo l'Alcoa. Dopo la fase del rigore, Monti punta a dare una scossa all'economia. Ieri il premier ha invitato le parti sociali a «lavorare insieme per creare lavoro» mentre oggi agli imprenditori illustrerà le nuove misure per lo sviluppo che inizieranno ad essere discusse nel pomeriggio in Consiglio dei ministri. Il decreto sulla crescita, che dovrà essere approvato entro la fine del mese, conterrà l'agenda digitale e lo start up per la nascita di nuove aziende, ma non solo. Nel progetto del governo c'è l'idea di un patto per la produttività, uno scambio tra più salario e maggiore flessibilità, con una possibile rimodulazione degli orari di lavoro, da realizzare attraverso un accordo con le parti e un utilizzo incentivato dei contratti aziendali. Elsa Fornero ipotizza il taglio del cuneo fiscale per alleggerire la tassazione sulle buste paga. ©RIPRODUZIONE RISERVATA