«La caccia aiuta a tutelare l'ambiente»
di Mariateresa Bellomo wTRAUSELLA Muro contro muro tra ambientalisti e cacciatori in merito all'inizio della stagione venatoria. Le doppiette cominceranno a farsi sentire dal 16 settembre fino al 31 gennaio 2013 nelle zone pianeggianti. In quelle montane si attenderà l'inizio di ottobre. Ma è già polemica. Gianni Luciani, presidente dell'osservatorio faunistico, cacciatore per passione dice: «Gli ambientalisti dovrebbero occuparsi dei problemi seri che ha il territorio invece che spendere parole, sempre le stesse, contro la caccia». Quindi Luciani aggiunge: «Non è certo la caccia che rovina l'ambiente. Chi lo sostiene non dice una cosa corretta. Noi cacciatori alla fauna ed alla flora ci teniamo eccome. Siamo noi i primi ad accorgerci dei problemi dell'ambiente ed a segnalarli. In Valchisuella, ma non solo ovviamente, i cinghiali stanno rovinando pascoli e colture perché ormai non sono più solo un flagello di pianura. Sono arrivati anche in alta montagna e distruggono tutto quello che trovano. Abbiamo una bellissima oasi naturalistica nell'area del Palit, di 2200 ettari e pure lì i cinghiali stanno facendo terra bruciata. Mangiano persino le uova del gallo forcello. Lo abbiamo verificato collocando nidi artificiali con gusci di uova riempiti di paraffina. Abbiamo fatto analizzare le impronte dei denti lasciate dagli animali che volevano cibarsene, erano di cinghiali. Se non ci fossero i cacciatori a contenere il loro numero sarebbe anche peggio». Il presidente del circolo Legambiente Chiusellavivo, Alessandro Turco, ribatte: «Ad oggi il Piemonte non ha ancora una sua legge sulla caccia. Dopo la cancellazione del referendum, che ha fatto seguito all'abrogazione della legge regionale sull'attività venatoria, sarebbe stato bene, prima di cominciare la stagione, affrontare le questioni normative». «La tutela dell'ambiente è una priorità, ma non credo che si possa mettere in atto solo sparando ai cinghiali per contenerne il numero - continua Turco -. Il vero problema, in questo caso, è che non esistono più i predatori, come il lupo, e che l'ecosistema è, ormai, in pezzi. Allora forse sarebbe bene che si mettessero in campo delle azioni per riequilibrare la situazione». A quanto pare qualche margaro in Valchiusella il lupo giura di averlo visto. «Il lupo c'è, non è facile da avvistare - osserva Luciani - e ben venga, ma poi i politici dovrebbero prevede i risarcimenti per gli allevatori che, magari, si vedono sbranati i loro animali senza ricevere aiuti economici» conclude Luciani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA