Locana, secche smentite sul Gran Paradiso diviso in due

LOCANA Il Parco del Gran Paradiso verrà diviso in due, tra Piemonte e Valle d'Aosta ? Lo spostamento delle sedi di Torino e di Aosta in due Comuni delle valli sarebbe il preludio allo smembramento del primo Parco nazionale d'Italia, come già avvenuto per quello dello Stelvio. Lo sostiene Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario del Wwf, in un articolo comparso su uno degli ultimi numeri dell'Espresso, sottolineando come lo «sdoppiamento amministrativo' sia in realtà un'operazione che mira a diminuire l'autorità centrale dell'ente, dettata da spinte autonomistiche e favorita dalla presenza di una larga maggioritaria di politici locali nel direttivo». Gli amministratori dell'ente Parco, però, smentiscono. «Il Parco è uno e vogliamo che rimanga tale, nessuno ha interesse a dividerlo, né i valdostani, né, tantomeno, noi canavesani. Tale ipotesi non è mai stata prospettata da nessun consigliere dell'ente - afferma il locanese Ezio Tuberosa, rappresentante della Regione Piemonte in seno al consiglio direttivo – . Il trasferimento delle sedi in due Comuni compresi nel Parco ha un'unica ragione: far sì che siano più vicine al territorio, come del resto prevede la legge quadro». La legge sulle aree protette del 1991, in effetti, stabilisce proprio che le sedi dei parchi siano all'interno di questi e solo una speciale deroga ha permesso, finora, al Parco Nazionale Gran Paradiso di mantenere le sue due sedi (legale e amministrativa) nelle città capoluogo delle due Regioni. «Le sedi sono già due, quello che chiediamo è solo che siano spostate rispettivamente in un Comune del versante piemontese e in uno di quello valdostano, in modo che chi vi lavora sia a contatto con il territorio, possa dialogare con la gente, ne condivida problemi e aspettative – conferma Giovanni Bruno Mattiet, sindaco di Locana e presidente della Comunità del Parco, organo consultivo che raggruppa i rappresentanti delle comunità locali - . La Comunità del Parco ha quasi vent'anni e fino ad oggi vi è sempre stato comune accordo tra amministratori piemontesi e valdostani, anzi, proprio le frequenti riunioni della Comunità sono servite a rafforzare la collaborazione e ad unire i due versanti, così che oggi è assurdo per noi pensare ad un Parco diviso fra le due regioni». Ornella De Paoli