Triplice omicidio in Calabria «Ho reagito all'aggressione»
REGGIO CALABRIA Avrebbe reagito ad una aggressione a colpi di fucile. Così si è giustificato davanti ai magistrati Francesco Ascone, dopo avere confessato l'omicidio a Rizziconi, di Remo Borgese, 48 anni, e dei figli Antonio e Francesco (27 e 21) e il ferimento di Antonino (29). Alla base del triplice omicidio, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Reggio Calabria, c'è stato un litigio tra Francesco Ascone e il più piccolo dei fratelli Borgese a causa di un rimprovero per degli schiamazzi sotto casa dell'omicida, sfociato in uno scontro fisico. Ascone ha spiegato di avere reagito dopo che il ventunenne aveva risposto male al rimprovero, prendendolo a schiaffi. In serata, poi, l'invito ad un chiarimento con i familiari del ragazzo, fuori paese, nella piazzetta di Contrada Spina. Appuntamento al quale Ascone si sarebbe recato armato di pistola. Accolto, ha raccontato, da una scarica di colpi di fucile che lo avrebbero colpito al dorso. Da qui la sua reazione nei confronti degli Ascone. «È una versione - ha sottolineato il procuratore della Republica di Palmi, Giuseppe Creazzo - che dovrà essere riscontrata. Per questo le indagini proseguono per far luce sull'esatta verità dei fatti».