Sicura la continuità produttiva

ROMA Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, intervenuto ieri alla Festa Democratica di Reggio Emilia, rispondendo a una domanda sulla vertenza Carbosulcis ha messo in evidenza la necessità di una valutazione approfondita sulla fattibilità del progetto «carbone pulito», tenendo conto che l'utilizzazione del carbone ad alto tenore di zolfo del Sulcis richiede tecnologie «critiche» sia per assicurare elevati rendimenti e basse emissioni, sia per lo stoccaggio in sicurezza dell'anidride carbonica emessa. Il ministro non è entrato nel merito della continuità produttiva della miniera, che non è messa in discussione e ha assicurato la piena disponibilità del ministero dell'Ambiente a esaminare, congiuntamente al ministero dello Sviluppo economico, il merito del progetto «carbone pulito». Il progetto «carbone pulito» potrebbe fornire allo stesso tempo continuità lavorativa e riconversione industriale del sito. Con carbone pulito si intende un insieme di tecnologie innovative per ottenere alta capacità e minori emissioni di CO2 (anidride carbonica) in modo da poter avere minori impatti ambientali in seguito alla combustione. Tra le misure che possono rientrare nel progetto oltre ad un 'lavaggiò del minerale, che può essere sia una demineralizzazione o anche una gassificazione o una purificazione, anche la cattura e lo stoccaggio della CO2. Sull'argomento è intervenuto anche il segretario della Cgil Susanna Camusso: «Non abbiamo un piano energetico. Io penso che il carbone sia una delle energie che dobbiamo provare a utilizzare ma investendo in tecnologia per l'ambiente».