Caccia aperta alla baby gang di teppisti

COLLERETTO CASTELNUOVO È caccia aperta in tutta la Valle Sacra, ma anche a Castellamonte e Cuorgnè, alla banda di giovanissimi vandali che da un paio di mesi, ormai, mette a ferro e fuoco beni pubblici e privati. Atti di teppismo gratuiti, volti solo a danneggiare, distruggere, e in alcuni casi rendere irrecuperabile, inservibile, inutilizzabile l'oggetto della violenza. L'ultimo raid, i baby delinquenti (forse una decina, di cui solo un paio sarebbero maggiorenni) è stato messo in atto nella notte tra giovedì e venerdì scorso presso il monumento ai Caduti di Colleretto Castelnuovo, il minuscolo paese che più di ogni altro sta pagando un prezzo altissimo. Qui, le due statue in ceramica (raffiguranti una donna con il figlio), opera realizzata dall'artista castellamontese Maria Teresa Rosa nell'ambito del progetto "Strade della ceramica", sono state deturpate. «La testa della donna – spiega Marina Carlevato, sindaco di Colleretto Castelnuovo nonché presidente della Comunità Montana Valchiusella, Valle Sacra e Dora Baltea – , è stata staccata e lasciata per terra, le dita delle mani sono state tutte spezzate e su entrambe le figure sono state fatte scritte e disegni». Lo sfregio alle due statue in ceramica non è che l'ultimo atto di una serie di atti vandalici messi in atto, negli ultimi due mesi, a Colleretto Castelnuovo, che hanno causato danni per decine di migliaia di euro. «È stata divelta e danneggiata parte della segnaletica stradale – aggiunge il sindaco -, rotti i bagni e mandato in frantumi i vetri dei servizi presenti nell'area attrezzata di Pian Savin, rubate le lampadine e danneggiato anche il punto di distribuzione dell'acqua naturale e gasata. Ma non è tutto. I teppisti hanno provocato anche piccoli incendi con bottiglie e stoffa intrisa di liquido infiammabile, divelto parti della pavimentazione stradale, provocato danni all'interno del cimitero cittadino e, cosa ancor più grave, posizionato cassonetti dei rifiuti in mezzo ad alcune strade creando, nelle ore notturne, un grave pericolo per l'incolumità di chiunque transitasse, in moto o in macchina, in quella zona». Non sono state risparmiate neppure le abitazioni di privati e questo non ha fatto che alimentare la tensione. «Questi gravi comportamenti – commenta Marina Carlevato che ha sporto regolare denuncia ai carabinieri di Cuorgnè – sono inaccettabili. Non è possibile continuare di questo passo e così abbiamo deciso di installare, in alcuni punti strategici di Colleretto, delle telecamere di video sorveglianza collegate non solo al Comune ma anche al carabinieri». Un provvedimento che ad alcuni potrà sembrare tardivo vista la frequenza, ormai, degli episodi, ma va detto che videosorvegliare un paese, seppur piccolo, non è così semplice, e anche la proceduta per l'installazione degli impianti non è così immediata. «Vorrei rivolgere un appello a tutti gli abitanti di Colleretto, ma anche a quelli dei centri vicini, di segnalare alle forze dell'ordine chiunque venisse sorpreso a commettere simili reati contro il patrimonio pubblico e l'incolumità della pubblica sicurezza - sottolinea il primo cittadino - . Il coraggio della denuncia è importante». Non è la prima volta che Colleretto Castelnuovo è alla mercè di bande di delinquenti. Analoghi episodi erano avvenuti cinque anni fa ed uno dei genitori della piccola gang (composta da ragazzi tra i 9 ed i 14 anni) allora si presentò spontaneamente davanti al primo cittadino chiedendo di poter far fronte, di tasca sua, ai danni. Dario Ruffatto ©RIPRODUZIONE RISERVATA