Mille opere e 100 artisti tra Terra e cielo
di Mauro Michelotti wCASTELLAMONTE Mille opere in vetrina, cento artisti coinvolti, venti rassegne espositive, undici location. E una macchina da guerra, quella organizzativa, che ha lavorato per mesi senza trascurare nulla perchè l'edizione 2012 della Mostra della Ceramica potesse, ancora, configurarsi come l'evento in un territorio che sa proporre, produrre, esportare cultura. Castellamonte non è seconda a nessuno. Non lo è a Faenza, uno dei competitor, dove c'è una fiera, maestosa, ma pur sempre una fiera, e i grandi artisti ospiti, a far da richiamo, da Palazzo Antonelli ci sono già passati. Non lo è ad Albisola, la cittadina ligure che deve molta delle sue fortune anche alla collocazione geografica (la Francia a un passo), oltre che alla raffinatissima arte della maiolica. Non lo è a Caltagirone, la barocca civitas siciliana dove per primi si sperimentò il rapporto tra ceramica ed architettura dando origine ad autentici capolavori. Se altrove pullulano tuttora le botteghe (Faenza ne conta almeno 150), e a Castellamonte ne sopravvivono una decina, qui, primo avamposto della Valle Sacra, c'è la storia dell'industria ceramica che è una prerogativa assoluta, un marchio, un segno di distinzione. Tra Terra e Cielo è il titolo scelto per la 52ª edizione. E non è casuale che l'opera monumentale che verrà inaugurata e caratterizzerà la mostra sia stata chiamata dall'autore, il maestro del vetro Silvio Vigliaturo, Torre di Babele. Secondo il racconto biblico, gli antichi abitanti di Semaar, nell'Asia anteriore, si cimentarono nell'impresa di costruire una torre altissima per arrivare sino al cielo, sino a Dio, dunque. Ma Dio, volendo punire il loro orgoglio, confuse le lingue (sino ad allora una sola era quella parlata) e questo impedì la realizzazione della torre provocando, contestualmente, la dispersione degli abitanti stessi. Le chiavi di lettura sono molteplici, molteplici le possibilità d'interpretazione. Per certo, ognuno di noi, testimone del proprio tempo, è e resta una creatura sospesa. Tra terra e cielo, appunto. Sono spazi, dimensioni, da cui partire, sui cui approdare, nel gran lavoro della ricerca della conoscenza che è l'essenza stessa del percorso della vita. Al visitatore della mostra ciò che si chiede è di lasciarsi guidare. E suggestionare. C'è tutto ciò che serve per scatenare le emozioni. Garantito. Il taglio del nastro è oggi pomeriggio, venerdì 31, alle 17, Per la prima volta, il vernissage è all'ex istituto d'arte, oggi liceo artistico, Felice Faccio. Anche questa una scelta mirata, un modo per ribadire che occorre investire nella formazione. Del resto, i potenziali talenti vanno plasmati. Far scuola è anche questo: insegnare e saper cogliere capacità e qualità, farle esplodere. Il curatore della mostra, Vittorio Sacco, ha individuato quali parole chiave dell'edizione 2012 «prodotti, tendenze, cultura ceramica, internazionale». L'offerta risponde in pieno a questa filosofia e nell'anno zero della disponibilità finanziaria a sostenere qualsiasi progetto dev'essere motivo di vanto per l'amministrazione guidata da Paolo Mascheroni, e per l'assessore Nella Falletti, in primis, aprire le porte della città a chi sino al 30 settembre vorrà scoprire (o riscoprire) come oltre mezzo secolo di talentuosa (questa, sì) invenzione creativa ha tracciato solchi dove il seme è germogliato e il raccolto è stato generoso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA