Tromba d'aria scoperchia capannone

VALPERGA Soffia il vento sul fuoco della polemica. A scatenare il vortice che contrappone gli amministratori comunali alla Pro loco, la tempesta che si è abbattuta sull'Alto Canavese nella serata di mercoledì, in particolare a Valperga, dove le forti raffiche hanno scoperchiato il capannone usato dall'ente di promozione turistica del paese. Nella conta dei danni, è forse quello più grave, sicuramente quello che ha alimentato vecchi e nuovi malumori. Difficile non accorgersi del via vai di uomini e mezzi in piazza Unità d'Italia fin dal mattino di ieri per sistemare, per il momento alla meno peggio, una situazione di oggettivo pericolo per i fruitori dell'area verde: lamiere pericolanti, cavi a penzoloni, detriti e rami spezzati in un'area aperta a chiunque. «Ci saranno danni per qualche migliaia di euro – spiega sconsolato il vice presidente della Pro loco, Gianni Bernardi – ma se col meteo c'è poco da fare, molto c'è da imputare a un'amministrazione che da tempo promette e non mantiene, adducendo come scusante la crisi. Da cinque anni siamo in attesa di una struttura polivalente, utile per tutte le associazioni di Valperga, ma siamo ancora qui accampati in strutture provvisorie, dimenticati, eccetto che dai ladri e dai vandali. Il materiale e gli interventi di riparazione li effettuiamo mettendo mano al portafoglio, il nostro. Qui davanti passano sindaco, assessori, tecnici: tutti tirano dritto e noi siamo qui a sistemare». La tromba d'aria ha danneggiato le strutture che da qui a un paio di settimane saranno usate per la fiera d'autunno. «Una manifestazione che la Pro loco ha fortemente voluto – continua Bernardi – , con un grande sforzo e impegno nonostante il programma risenta delle difficoltà economiche del periodo. A proposito, è stato detto che l'annullamento dello spettacolo pirotecnico è stato concordato tra noi e l'amministrazione comunale, ma non è vero. Da un anno, prima verbalmente poi con una lettera protocollata in Comune a fine primavera, abbiamo ricordato all'amministrazione come non potevamo più provvedere, come negli ultimi tre anni, all'acquisto dei fuochi. Capiamo la crisi, ma conoscendo la situazione, in dodici mesi qualcosina si poteva accantonare per uno spettacolo che, nel bene o nel male, ha sempre portato gente in paese. E non ci sarà». (g.c.)