Lavori già finiti E in corso Italia scorre il traffico

STRAMBINO Lavori completati a tempo di record, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. E così corso Italia, via importante del centro storico di Strambino, ha potuto riaprire al traffico. L'interdizione al traffico era stata imposta da un'ordinanza del sindaco, per consentire i lavori di sostituzione della vecchia tratta dell'acquedotto da parte della Smat, che dal 2005 ha in gestione dal 2005 gli impianti idrici e fognari. Le opere realizzate nella prima metà di corso Italia (fino alla traversa Palestro) dall'impresa di Oscar Franco per conto dell'associazione di impresa So.Ge.Co e S.Im.Co. che si è aggiudicata l'appalto indetto dalla Smat si sono conclusi in anticipo rispetto al cronoprogramma. Le verifiche hanno dimostrato infatti che nella seconda parte della via altri lavori non sarebbero stati necessari in quanto la tubazione è ancora in grado di funzionare. I lavori si sono quindi limitati ad una parte più piccola, relativi alla sostemazione nella parte finale della strada, all'ingresso dell'asilo Bonafide, dove si sono registrati più volte cedimenti della sede stradale a causa delle infiltrazioni dovute alla perdita di acqua. Come sempre accade, la chiusura di un tratto importante di strada, soprattutto nei centri storici, crea disagi ai residenti, ai commercianti e a chi, per varie ragioni, frequenta il paese. E quindi la fine dei lavori e la riapertura anticipata di corso Italia ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Come accade ogni estate, però, i cantieri stradali sono più di uno. Ed è infatti in corso di costruzione la rotatoria realizzata dalla Provincia di Torino, all'ingresso del capoluogo, nell'incrocio tra la Provinciale 56 di Strambino e la Statale 26 Torino -Aosta. La rotonda è realizzata dall'impresa Agrogreen di Torino, ha un raggio esterno 19,25 metri ed una corona circolare interna di raggio 10,75 metri, con 4 bracci di entrata e uscita, ed un sistema di illuminazione a pali periferici con tecnologia a Led, per un costo complessivo di 250 mila euro, somma a carico della Provincia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA