Il Consiglio boccia all'unanimità il rifugio per cani
Il rifugio che l'associazione di re Salomone avrebbe voluto realizzare ad Azeglio avrebbe dovuto ospitare al massimo una trentina di cani. Non randagi, ma animali rimasti senza un padrone ad accudirli. Nel rifugio sarebbero stati costruiti degli chalet in legno. Ora l'associazione l'anello di re Salomone, che nel frattempo ha pure subito atti vandalici da parte di ignoti nel sito di loro proprietà, è in cerca di un nuovo posto in cui realizzare il rifugio. Un paese che, a questo punto ovviamente, non potrà più essere il piccolo centro dell'eporediese. di Mariateresa Bellomo wAZEGLIO Secco no del paese al rifugio per cani che un'associazione di volontariato a difesa degli animali, l'Anello di re Salomone, avrebbe voluto realizzare in località Carecchio (all'ingresso di Azeglio, nei pressi della circonvallazione di Albiano). In questa porzione di territorio, l'associazione è proprietario di un terreno e di una piccola costruzione. Con tanto di sottoservizi annessi per l'allacciamento di acqua ed energia elettrica. Un rifiuto, quello alprogetto del rifugio, espresso all'unanimità all'ultimo Consiglio comunale. Ma non è finita qui: il niet all'iniziativa sarebbe arrivato, prima ancora che dagli amministratori, dalla popolazione azegliese. E sì perché quando tra le mani del sindaco Pio Coda era capitata la richiesta del gruppo di volontari dell'Anello di re Salomone di costruire un ricovero per gli amici a quattro zampe abbandonati, Coda, a quanto lui stesso riferisce, avrebbe prontamente avviato un'indagine conoscitiva tra i concittadini il loro gradimento dell'idea. Ma la gente, riferisce il sindaco, avrebbe optato per il diniego più assoluto. Poi, data la risposta degli azegliesi, i consiglieri avrebbero deciso di bocciare, senza se e senza ma, la proposta avanzata dall'associazione animalista. Il sindaco Coda ora racconta: «La realizzazione di un canile privato comportava necessariamente una variante al Piano regolatore. E la questione era stata inserita all'ordine del giorno del consiglio. L'assemblea si è espressa negativamente. Ma i problemi legati alla costruzione di un rifugio erano legati anche al luogo in cui era stato richiesto dall'associazione di realizzarlo, molto vicino alla fascia di rispetto della zona di caccia, nei pressi di un pozzo di acqua ad uso umano ed inoltre lungo un sentiero alternativo della Via Francigena. Per non parlare dell'impatto ambientale che avrebbe avuto dato che sarebbe stato collocato all'ingresso del paese. Un consigliere, nel corso dell'assise, ha osservato che quella zona di Azeglio è persino più bella di Roma». Intanto, Clotilde Marrocco, dell'associazione l'Anello di re Salomone, ribatte: «Il nostro progetto l'avevamo presentato quando il Comune era amministrato dal commissario Roberto Dosio. L'iniziativa era stata accolta favorevolmente e la variante al Piano regolatore trasmessa alla Provincia. Ma con la nuova amministrazione Coda occorreva che il progetto, con la variante al documento urbanistico, fosse portato all'approvazione del consiglio comunale. Che, purtroppo, l'ha bocciata. Eravamo presenti all'assise - continua Marrocco -, ma la discussione in Consiglio, è stata presentata in un modo che non ci trova affatto d'accordo. Dal nostro punto di vista il luogo da noi scelto per il rifugio era ideale, lontano da qualsiasi insediamento residenziale. Non poteva dare fastidio a nessuno, tantomeno ai pellegrini della via Francigena. Non capiamo nemmeno la questione relativa all'impatto ambientale o della vicinanza al pozzo dell'acqua potabile. Non saremmo stati così vicini, abbiamo interpellato un geologo per darcene conferma. Non avremmo chiesto nulla al Comune a livello di contributi. Le spiegazioni del sindaco non ci convincono». ©RIPRODUZIONE RISERVATA