Manca l'ultimo oro
LONDRA Dura poco più di due tempi l'acqua d'oro attorno al Settebello, poi si colora inesorabilmente d'argento, sotto i colpi dei croati, capaci di mettersi al collo il "metallo" più prezioso (bronzo alla Serbia che ha sconfitto 12-11 il Montenegro) al termine di una gara perfetta, molto più di quanto dica il risultato finale: 8-6. Andamento. «Abbiamo fatto una partita eccezionale, al 99 per 100. Ci è mancato qualcosa in fase realizzativa e un po' di cattiveria e di esperienza», ha subito chiarito il ct Sandro Campagna. D'altra parte l'avvio azzurro era stato davvero incoraggiante: 38 secondi di numero ed ecco il mancino di Valentino Gallo squarciare l'angolo alto alla destra del portiere Pavic, poi a un minuto e 55' dalla fine della frazione il bis di Felugo. Sembra il primo passo buono per una fuga, ma la Croazia accorcia subito con Buljubasic per poi letteralmente dominare il secondo tempo con le reti di Jokovic e Barac: 3-2. L'impennata è ancora di Felugo con una botta a pelo d'acqua, ma è l'ultima fiammata prima della "grandinata" croata alimentata dalle doppiette di Boskovic e Jokovic: 7-3 a 4'21'' dalla fine, l'oro è già andato, servono a poco i botta e risposta fino al 8-6 conclusivo, prima del bagno collettivo della truppa di Rudic, l'ex ct dell'Italia olimpica vent'anni fa a Barcellona. Amici-nemici. «Mai perso una finale», dichiara uscito dalla piscina il buon Ratko: «È un oro strameritato, abbiamo giocato un grande torneo, disputando bene tutte e otto le partite. L'Italia? Sandro Campagna ha fatto un grandissimo lavoro, devo fargli i complimenti, ma eravamo troppo forti. Abbiamo studiato il gioco degli azzurri e solo all'inizio siamo stati troppo statici e siamo andati in difficoltà». Campagna conferma: «La Croazia ha vinto meritatamente. La squadra di Rudic gioca in maniera dura e aggressiva e l'arbitraggio un po' troppo permissivo ci ha ulteriormente penalizzati. Ma il bilancio è positivo: in tre anni abbiamo vinto due argenti e un oro, traguardi insperati e inimmaginabili: siamo soddisfatti. Voglio ringraziare tutta la squadra e tutti i miei assistenti. Abbiamo lottato fino alla fine ma non c'è stato niente da fare. Alla Croazia diamo appuntamento per i prossimi impegni». Il Settebello. Nello spogliatoio regna la delusione solo per il risultato della finale: «La sconfitta brucia, fa male, ma abbiamo fatto un grandissimo risultato – sottolinea il capitano Stefano Tempesti – Da 20 anni l'Italia mancava dalla finale, riconosciamo il merito degli avversari, hanno giocato meglio, hanno avuto più freddezza e il risultato è giusto, onore alla Croazia, ma complimenti all'Italia. Ci abbiamo creduto, il sacrificio è stato enorme ma il risultato ci ripaga. Cosa è mancato? Non saprei, forse un po' di freddezza nei momenti che contavano. Siamo partiti bene e non abbiamo reagito nel modo giusto nel momento importante, ma abbiamo giocato contro una squadra veramente eccezionale». «Questo argento ha un sapore bellissimo – aggiunge Maurizio Felugo, autore ieri di una tripletta – Certo, c'è un po' di amarezza perché quando arrivi in finale vuoi vincere, ma abbiamo trovato una squadra molto forte, soprattutto nei due centrali». (p.o.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA