Fiori per l'Assunta Torna la Madonna in piazza del duomo
Sono giunti nuovamente dall'Olanda i settantamila sancarlini nei tre colori scelti (bianco per lo sfondo del manto, rosso scuro e rosa per i bordi all'orlo e allo scollo e per i motivi decorativi a ricchi arabeschi floreali, nonchè per il monogramma mariano sul dorso) che saranno quest'anno donati dai fornitori di Amsterdam alla Madonna di Ivrea, in cambio della possibilità di utilizzare le immagini della composizione del manto e dell'intera manifestazione come veicolo pubblicitario, in tutta Europa, della loro produzione. Tale dono, unito al sostegno dei costi della manifestazione da parte di sponsor pubblici e privati, racconta meglio di ogni altra cosa la capacità di Elvio Gambone non solo nell'organizzazione di manifestazioni, ma anche nel saper reperire i contributi e le sponsorizzazioni per poterle realizzare al meglio anche in tempi di crisi. Con la consueta garanzia che qualora occorressero integrazioni, vi provvederebbe la sua organizzazione, Eporedia 2004, come già era solita fare per il Carnevale. (fr.fa.) IVREA Ha invitato gli oltre cento sindaci dei Comuni canavesani compresi nella diocesi eporediese, monsignor Arrigo Miglio, attuale arcivescovo di Cagliari, per quella che, mercoledì 15, sarà l'ultima cerimonia ufficiale da lui presieduta in città prima di lasciare definitivamente la cattedra al nuovo vescovo di Ivrea Edoardo Aldo Cerrato. L'aveva detto mesi fa all'amico Elvio Gambone («Ad agosto sarò a Ivrea per la Festa dell'Assunta») e ha mantenuto la promessa: anche quest'anno sarà lui, infatti, a completare il manto della Madonna, collocandovi l'ultimo fiore, e a celebrare la messa solenne in onore dell'Assunta, festa che su sua ispirazione e precisa indicazione è tornata lo scorso anno agli antichi fasti, ritrovando tutta l'attenzione che meritava e rinnovando nei fedeli la consapevolezza di essere tali. Quella dell'Assunzione di Maria è, d'altro canto, la festa mariana più antica, ricordata sia in oriente che in occidente il 15 agosto. «All'Assunta – aveva sottolineato il vescovo Arrigo Miglio nel presentare ufficialmente la manifestazione, lo scorso anno – sono dedicate non solo la cattedrale eporediese, ma anche molte chiese parrocchiali e illustri santuari canavesani. Con l'iniziativa Fiori per l'Assunta in qualche modo torniamo alle origini, perché il Duomo di Ivrea è la chiesa madre di tutte le altre chiese diocesane, da cui si è diffuso il Cristianesimo ricevuto dal Protovescovo del Piemonte Sant'Eusebio di Vercelli». «Il pellegrinaggio dei fiori che si svolgerà la sera del 14 e la mattina del 15 agosto – aveva concluso il vescovo - è dunque l'occasione per "tornare a casa", come figli intorno alla Madre, a somiglianza degli Apostoli che si strinsero intorno a lei a Gerusalemme, quando stava per concludere la sua vita terrena e salire al Cielo. Abbiamo molte cose da dirle, da chiedere, e molto da ringraziare. Con un fiore!». Torna dunque la statua dell'Assunta col suo sontuoso mantello di settantamila fiori ad accogliere in un abbraccio ideale quanti ne seguiranno la composizione e, in chiesa, rivolgeranno a lei suppliche e preghiere. La riconferma di Fiori per l'Assunta appare oggi quasi scontata per il successo ottenuto, per la quantità di persone richiamate in cattedrale e per aver raggiunto i due obiettivi evidenziati da Miglio, l'uno di carattere strettamente religioso, l'altro di carattere sociale e che traducesse la festa in un'opportunità di condivisione per le tante persone, in particolare quelle anziane, che il giorno di Ferragosto sarebbero rimaste a casa e hanno invece avuto la possibilità di un punto d'incontro significativo all'ombra del Duomo. «La festa dell'Assunta - rimarca oggi, alla vigilia, monsignor Miglio - è segno di speranza per tutta l'umanità, come lo è in primo luogo la Resurrezione di Gesù. Con i Fiori per l'Assunta vogliamo coltivare la speranza, perché abbia radici solide e profonde e ci renda capaci di guardare in avanti e fare progetti, con fiducia. I fiori ci parlano di vita, ma sono effimeri e così ci spingono a guardare oltre». Franco Farnè ©RIPRODUZIONE RISERVATA