Ilva, gli indagati non rispondono

TARANTO Bocche cucite in attesa dell'esito dei ricorsi al Tribunale del Riesame: è la linea difensiva scelta dagli otto dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva comparsi dinanzi al gip per l'interrogatorio di garanzia dopo il loro arresto del 26 luglio per disastro ambientale nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento prodotto dal Siderurgico, sfociato nel sequestro degli impianti dell'area a caldo. In sei - Luigi Capogrosso, Marco Andelmi, Angelo Cavallo, Ivan Dimaggio, Salvatore De Felice e Salvatore D'Alò - si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco. Stessa cosa hanno fatto Emilio Riva e suo figlio Nicola al tribunale di Varese, che li avrebbe dovuti sentire per rogatoria. Il collegio difensivo degli arrestati punta tutto dunque sull'udienza di venerdì 3 agosto, quando il collegio avrà sul tavolo le motivazioni dei ricorsi presentati dall'Ilva contro il decreto di sequestro degli impianti dell'area a caldo e l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per dirigenti ed ex dello stabilimento. Intanto lavoratori e sindacati sono impegnati in una mobilitazione generale che toccherà l'apice domani con uno sciopero di 24 ore e una manifestazione di piazza che sarà guidata dai leader di Cgil, Csil e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ieri mattina le maestranze hanno scioperato per due ore e tenuto un'assemblea nell'area officine e servizi; oggi stessa cosa accadrà con i dipendenti dell'area a caldo.