LA SCHERMA ANCORA FORZIERE AZZURRO
di Maurizio Di Giangiacomo La scherma si è già confermata forziere delle medaglie azzurre. Sabato fioretto femminile d'oro, argento e bronzo con Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Valentina Vezzali, ieri la sciabola di Diego Occhiuzzi è salita sul secondo gradino del podio. Il 31enne napoletano è stato sconfitto in finale dall'ungherese Aron Szilagyi, un 15-8 che non ammette repliche. Ma la medaglia d'argento dello schermidore dell'Aeronautica ha comunque riflessi d'oro, perché si tratta della sua prima grande affermazione individuale. Occhiuzzi, giunto in finale di slancio dopo il successo sul rumeno Dumitrescu, ci aveva fatto sognare l'oro, ma l'ungherese Szilagyi non gli ha lasciato spazio. «Un po' di amaro in bocca c'è – ha detto al termine della finale – Forse potevo fare meglio all'inizio. Ma questo argento è la mia prima medaglia e me la godo tutta». Alla soddisfazione di Occhiuzzi, fanno da contraltare la delusione di Aldo Montano e la rabbia di Luigi Tarantino. L'avventura del campione olimpico di Atene 2004 è finita agli ottavi, nel derby che lo opponeva proprio ad Occhiuzzi. E il napoletano lo aveva eliminato anche agli Italiani, quando il 34enne livornese rimediò lo strappo che lo tenne in forse per Londra fino alla vigilia. L'infortunio non completamente smaltito spiega forse l'insicurezza mostrata ieri da Montano fin dal primo incontro, quello con il bielorusso Pryemka, cominciato malissimo ma chiuso in rimonta, con un parziale di 9-1. Ma contro il compagno Occhiuzzi il carattere non è bastato. «Il rammarico c'è, inutile negarlo – ammette Aldo – Prima ho avuto paura di attaccare, ero molto preoccupato degli affondo di Diego e avevo una difesa troppo debole per un torneo del genere. Purtroppo ho sbagliato a lasciare andare Occhiuzzi all'inizio, con una difesa insufficiente e senza attaccare in maniera incisiva. Quando mi sono messo a lavorare a centro pedana e cominciato ad attaccare ho recuperato, ma ho avuto una partenza ad handicap». Qualche ora per ricaricare le batterie, poi sarà il momento di pensare alla gara a squadre e in quell'ottica, a preoccupare, sono ancora le condizioni fisiche del livornese. «In certi frangenti è come se sentissi una puntura di spillo che poi se ne va immediatamente – ha spiegato Montano – E poi con la gara e l'adrenalina si supera facilmente. Dire che sto bene magari è un parolone. Sugli attacchi sento un muscolo che tira, però tutto sta all'abituarsi che non è niente». Schiuma di rabbia, invece, Luigi Tarantino, uscito sconfitto a causa di un cartellino rosso dal 16esimo di finale che lo vedeva opposto al tedesco Hartung: l'arbitro ha ritenuto che il napoletano – all'assalto decisivo, sul 14-14 – si sia mosso in anticipo. «L'arbitro dava il tempo falsato – ha detto il 39enne schermidore azzurro – e gliel'ho detto dalla prima stoccata. Ha fatto il rigido, Hartung non ha fatto nessuna finta. Ci sono rimasto male, mai visto nulla del genere in un assalto di sciabola». Va detto che Tarantino, che ha manifestato l'intenzione di lasciare l'agonismo, rientrava da una squalifica di tre mesi rimediata per un cartellino nero... ©RIPRODUZIONE RISERVATA