Wiggins chiude da re il Tour all'inglese

BARCELLONA. E' stato operato ieri mattina lo spagnolo Hector Barbera, che corre in MotoGp col Team Pramac - Ducati. L'iberico è stato sottoposto a un'operazione alla gamba sinistra per ricomporre la frattura alla tibia e al perone, dopo la caduta durante una sessione d'allenamento in moto. Allo sfortunato pilota spagnolo sono state inserite diverse viti e una placca di titanio nella parte inferiore della gamba, vicino alla caviglia. Ci vorranno dalle 4 alle 6 settimane, prima che possa risalire in moto: salterà le prossime tre gare: Laguna Seca, Indianapolis e Brno. PARIGI È inglese la lingua ufficiale del 99° Tour de France. Bradley Wiggins indossa definitivamente la maglia gialla, come si sapeva da giorni, Mark Cavendish griffa l'ultimo sprint, il 3° in questa edizione della Grande boucle, il 23° in carriera al Tour (meglio di lui solo Andrè Leducq (25), Bernard Hinault (28) e il "cannibale" Eddy Merckx (34). Lo sprinter del Team Sky - squadra che piazza due corridori sui gradini più alti del podio di Parigi - si permette il lusso di fare le prove generali per la gara su strada delle Olimpiadi di Londra: quella che si concluderà a pochi metri da Buckingham Palace. La corsa a tappe francese che parla inglese fa notizia e, sotto certi aspetti, fa riflettere gli organizzatori; l'anno scorso era stata la prima volta di un australiano, Cadel Evans, che quest'anno si è piazzato a 15' dal vincitore, quest'anno la premiere fois di un inglese, sia pure nato in Belgio. Wiggins aveva vinto tutto su pista: dalle Olimpiadi ai Mondiali, adesso si è tolto lo sfizio di mettere il proprio sigillo su questa specie di campionato del mondo a tappe su strada e lo ha fatto grazie anche alla preziosa (e spocchiosa) collaborazione del compagno di squadra Chris Froome, che in salita lo ha difeso, tenendolo al riparo dagli agguati di Vincenzo Nibali, 3° nella classifica finale, a oltre 6': il messinese è stato l'unico in grado di regalare qualche brivido in una corsa abbastanza monotona, chiusa, priva di colpi di scena e di conseguenza poco emozionante. Il Team Sky, visto che andavano affrontati un centinaio di km complessivi a cronometro, ha puntato sul corridore più forte nelle sfide contro il tempo, Wiggins appunto, e gli ha affiancato lo scalatore più forte, il Froome con doppio passaporto keniano e britannico. Quest'ultimo ha dimostrato di sapersi difendere a cronometro e di essere più forte quando la strada cominciava a salire. Avrebbe forse pure potuto vincere, ma ha rispettato gli ordini di scuderia, forse con qualche rimpianto. È legato al Team Sky (che lo paga molto bene) da un altro anno di contratto, ma sarebbe disposto a passare alla kazaka Astana, che potrebbe permettersi il lusso di pagare una penale. Un bravo a Nibali, per avere centrato l'obiettivo che si era prefissato alla vigilia.